San Carlo Canavese: niente pasto da casa a scuola, i genitori bussano al ristorante

Tira e molla tra Comune e un gruppo di genitori, i piatti non sarebbero graditi ai bambini

La battaglia per il "panino libero" a scuola si sta espandendo a macchia d’olio sul territorio Torinese con motivazioni diverse da paese a paese. Un panino libero che rischia di diventare, prima o poi, un panino al veleno.

A San Carlo Canavese, 4mila anime, i genitori hanno guardato al ristorante vicino alla scuola (per ora è un’ipotesi) quando il Comune ha negato loro e ai loro figli il panino libero in mensa per ragioni tecniche, igieniche e logistiche. Intanto prosegue il dialogo e le famiglie tentano di convincere l'amministrazione, contraria all’opzione del pasto da casa (sono favorevoli i dirigenti scolastici dei plessi interessati), a fare un passo indietro.

Alla base della richiesta delle famiglie di questo comune non ci sarebbero motivazioni economiche o diritti da far valere, semplicemente il pasto non sarebbe gradito ai bambini.

Secondo uno dei genitori coinvolti si tratta di voler scegliere cosa far mangiare ai propri figli in linea di massima con i procedimenti giudiziari in corso, ma soprattutto qui si tratta di non somministrare ai ragazzi cibi confezionati alcune ore prima all’esterno. Non è nemmeno una critica alla ditta che fornisce i pasti, ma si punta il dito sul metodo chiarendo che si vuole solo poter avere il diritto di scegliere.

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Alcuni plessi sono dotati di refettorio, altri no quindi si pone il problema, per il Comune, di dover mettere a disposizione spazi ad hoc. In attesa di sviluppi a seguito degli incontri tra scuola e Amministrazione comunale, i genitori che guardano alla qualità del cibo stanno dialogando con il ristorante che si trova sulla piazza del paese, vicino alla scuola, per valutare la possibilità di fare una convenzione. 
 

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