Accusa il marito di botte e stupri, poi scrive "non è vero niente": ora è a processo per autocalunnia

Gli investigatori non le credono

immagine di repertorio

Ha accusato il marito di violenza sessuale e percosse riuscendo anche a farlo condannare a cinque anni, poi ha sostenuto di essersi inventata tutto. Adesso un'italiana di 33 anni è a processo in tribunale a Ivrea con l'accusa di autocalunnia.

La vicenda si è svolta nel Canavese tra il 2010 e il 2013, quando la donna, oggi difesa dall'avvocato Daniela Dematteis, si rivolse ai carabinieri raccontando che "mio marito mi picchia e abusa di me sessualmente da almeno tre anni".

Dopo la condanna del marito avvenuta nel novembre 2013, nell'aprile 2014 la donna ha scritto una lunga lettera ritrattando tutto, ma gli investigatori non le credono, pensando che lo avesse fatto sotto minaccia.

Adesso (il processo si è aperto martedì 17 luglio 2018) toccherà al giudice monocratico Angela Rizzo stabilire quale sia stata la verità.

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