Ristoranti, le aperture eccellenti del 2017 a Torino e dintorni

Sono 6 i ristoranti torinesi tra i 21 in Italia indicati da Alessandra Dal Monte

Antonino Cannavacciuolo

Sono diverse le nuove aperture del 2017 da tenere d’occhio, ristoranti in particolare. Secondo la giornalista del Corriere della Sera Alessandra Dal Monte, dopo un 2016 molto movimentato che ha visto Milano e Roma al centro della scena, quest’anno la capitale gastronomica sarà invece, senza dubbio, Torino.

Da tempo è uscito allo scoperto Antonino Cannavacciuolo che sotto la Mole fa tris. Qui lo chef star tv aprirà in primavera il suo terzo locale dopo Villa Crespi sul lago d’Orta e il Bistrot a Novara. Si chiamerà “Bistrot Cannavacciuolo”, sarà in via Umberto Cosmo, dietro la chiesa della Gran Madre.

Ha, invece, riaperto il 7 febbraio il Ristorante Carignano, a Torino, all’interno del Grand Hotel Sitea: un restyling dell’allestimento e della carta con una novità in cucina, lo chef Fabrizio Tesse, stellato alla Locanda di Orta, che alterna piatti della tradizione piemontese a quelli della gastronomia internazionale.

Ha appena preso la stella Michelin alla Trattoria Zappatori di Pinerolo e ora lo chef Christian Milone raddoppia sempre a Torino. È lui a gestire la proposta gastronomica di Hafa Storie nel Quadrilatero in Galleria Umberto Primo, vicino a Porta Palazzo. 

I fratelli Christian e Manuel Costardi, una stella Michelin all’hotel Cinzia, a Vercelli, inizieranno un’ulteriore avventura nel capoluogo piemontese. Il locale ,“Costardi Bros”, aprirà in Barriera di Milano: protagonista il riso, il loro cavallo di battaglia (ma non solo), cucina a vista con ampio bancone.

Sempre a Torino inaugurerà nell’autunno 2017 il ristorante dei fratelli Ferran e Albert Adrià all’interno della nuova sede Lavazza disegnata dall’architetto Cino Zucchi nel quartiere Aurora.

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Il sous chef storico di Davide Scabin, Giuseppe Rambaldi, suo collaboratore dal 1998, ha deciso di aprire un ristorante da solo a Villar Dora, in Val di Susa: cucinerà i prodotti contadini con influenze piemontesi ed emiliane.
 
 
 

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