Smaltimento illecito e abbandono di rifiuti, tre denunciati

Scoperto ancora un caso di smaltimento illecito di rifiuti in un’area industriale della periferia del capoluogo, in via Reiss Romoli. I carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Torino sono intervenuti a seguito del fallimento di un’azienda attiva nelle costruzioni stradali il cui curatore fallimentare al termine della procedura concorsuale, si è accordato con la società immobiliare, proprietaria del capannone e dello spiazzo circostante su cui operava la ditta fallita, per lo smaltimento dei rifiuti rimasti riconoscendole una somma di diverse migliaia di euro per provvedere alla loro rimozione nel rispetto della normativa ambientale.

La proprietà, invece di rivolgersi ad una ditta autorizzata, avrebbe fatto ricorso ad un gruppo di nomadi che a poco prezzo e in modo completamente illecito hanno rimosso i materiali per poi scaricarli in discariche abusive a cielo aperto. Così rifiuti pericolosi come vernici e solventi, fusti contenenti oli esausti e bitumi, pneumatici, batterie e parti di autoveicoli e altri di natura non pericolosa come macerie, terre di scavo e legname, il tutto per una quantità superiore a 3.000 tonnellate, sono stati dispersi nelle campagne torinesi con grave danno per l’ambiente. 

Sono ancora incorso accertamenti per rintracciare questi rifiuti illecitamente smaltiti, mentre l’amministratore della società immobiliare, una 70enne torinese e due nomadi di San Giusto Canavese, non nuovi alla commissione di questa tipologia di reati, sono stati denunciati in concorso per il reato di gestione illecita di rifiuti pericolosi e non.

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Quanto emerso grazie all’indagine dei Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Torino è l’ennesimo episodio di un diffuso comportamento posto in essere da alcuni imprenditori per contenere i costi relativi alla gestione dei rifiuti prodotti dalla loro attività. L’illecito vantaggio economico si ottiene ricorrendo a soggetti privi di qualsiasi tipo di autorizzazione ad operare nella filiera dei rifiuti, che, a costi estremamente ridotti, provvedono a raccoglierli e ad abbandonarli in aperta campagna o in zone isolate ma facilmente raggiungibili dai mezzi di trasporto.

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