Bando della casa di riposo pilotato per favorire la 'ndrangheta: nuove accuse per l'imprenditore arrestato

Denunce per funzionari Comune e Asl

Un momento dell'operazione dei carabinieri dello scorso luglio

Nuove accuse per Pasquale Motta, l'imprenditore 45enne di Pino Torinese accusato di riciclaggio di denaro sporco in attività e per questo arrestato lo scorso luglio 2018 dai carabinieri, nell'ambito della stessa inchiesta in cui è comparso (in qualità di presunto prestanome) anche l'allenatore del Milan Gennaro Gattuso.

Ieri, sabato 24 novembre 2018, i militari del nucleo investigativo gli hanno notificato un nuovo provvedimento di arresto, naturalmente già in carcere, per una serie di reati, alcuni dei quali con l'aggravante dell'agevolazione mafiosa.

Nuove accuse anche per 15 dei 43 indagati della stesa inchiesta: si tratta principalmente di amministratori ed ex amministratori del Comune di Favria e di funzionari delle Asl To1 e To4 che hanno partecipato, a diverso titolo, al bando contestato.

L'accusa principale: appalto pro-'ndrangheta per la casa di riposo

Secondo gli investigatori, tra il 2012 ed il 2014, al fine di "agevolare elementi ritenuti organici al sodalizio ‘ndranghetista operante in Desio (Monza Brianza)", Motta "ha costituito due società attribuendo fittiziamente la titolarità a altri e ha esibito falsa documentazione al fine di turbare, anche con la collaborazione di pubblici ufficiali addetti al pubblico incanto, la gara pubblica aggiudicandosi l’appalto, del valore di circa 2,5 milioni di euro, per la gestione della casa di riposo comunale 'Casa del Sole' di Favria”. 

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A partire dal mese di novembre 2012 al 15 luglio 2013, Motta ha gestito la casa di riposo e "ha intascato indebitamente 100mila euro, erogati da enti pubblici, nonché la somma di 200mila euro che ha riciclato nelle attività della casa di riposo, e la somma di euro 67mila euro, che ha investito in attività di ristorazione (“Poseidon” e poi “Il Casello”) di Montalenghe".

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