"Vuoi restare in Italia? Lascia che ti tradisca": condannato

Secondo la Corte di Cassazione un comportamento del genere, messo in pratica da un immigrato ora torinese, è reato di maltrattamenti in famiglia

immagine di repertorio

"Se vuoi restare in Italia devi lasciare che io ti tradisca e frequenti la mia amante". Questo comportamento prepotente è stato sanzionato dalla Corte d'appello di Torino e poi anche dalla Corte di Cassazione, che ha condannato un tunisino per il reato di maltrattamenti in famiglia. Il procedimento giudiziario ha preso origine dalla denuncia presentata dalla donna, nel 2013. 

La coppia africana era regolarmente sposata nel proprio Paese. Lui era venuto a Torino per cercare un lavoro e, una volta qui, aveva iniziato una relazione stabile con un'altra donna, da cui aveva avuto anche un figlio. Quando la moglie era riuscita a raggiungerlo aveva scoperto tutto ma lui si era rifiutato di interrompere il tradimento e, anzi, l'aveva minacciata: "Da sola non puoi mantenerti e se non accetti quello che faccio tornerai in Tunisia". A quel punto la donna, esasperata, si era rivolta all'autorità giudiziaria.

La sentenza della Cassazione costituisce un precedente interessante per i giuristi.

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