Rapina in casa con spray urticante e pistola: scappano perché il proprietario ha la tosse, presi dopo 10 mesi

Presi anche gli autori di un furto

immagine di repertorio

Cinque persone sono state arrestate dalla squadra mobile dalla questura mercoledì 23 maggio 2018 per una brutale rapina nei confronti di una famiglia avvenuta nel quartiere Santa Rita il 26 luglio 2017 e per un furto avvenuto in un'abitazione di via Mazzini il 25 settembre successivo.

L'operazione, coordinata dal pm Eugenia Ghi, ha permesso di portare in carcere cinque uomini: quattro italiani di 25, 29, 30 e 30 anni e un romeno anche lui di 30 anni. Il provvedimento cautelare è stato spiccato dal gip Agostino Pasquariello. 

La rapina con lo spray urticante e la pistola

Nell’occasione, all’interno della casa erano presenti due donne (madre e figlia) che, sentendo bussare alla porta, avevano aperto pensando che si trattasse degli operai che stavano effettuando dei lavori di ristrutturazione all’interno del loro appartamento e che erano usciti qualche minuto prima. Appena aperta la porta, la madre era stata aggredita da tre uomini che per poter entrare le avevano spruzzato dello spray urticante sul volto.

Una volta all’interno dell’appartamento, uno dei tre aveva minacciato con la pistola la donna mentre un altro aveva afferrato per un braccio la ragazza e, spingendola nel bagno, l'aveva costretta a sdraiarsi a terra legandole le mani e le braccia dietro alla schiena con del nastro adesivo, domandandole dove tenessero i soldi.

Poco dopo era arrivato in casa anche l’anziano padre che era stato subito aggredito dai banditi e privato del cellulare. A causa del gas urticante nebulizzato nell’aria, l’uomo aveva iniziato a tossire in modo non controllato. Proprio questo li aveva indotti a fuggire dall'abitazione.

Poi era arrivata la polizia.

Il furto con il piccone

In quest'altro episodio i poliziotti avevano arrestato in flagranza di reato un romeno di 24 anni mentre stava spaccando un muro di un appartamento con un piccone per portare via una cassaforte.

Le indagini hanno consentito di appurare che lo stesso giorno l'uomo aveva agito con un 30enne italiano e con il 30enne romeno: uno faceva da palo sotto l’abitazione dove stavano asportando la cassaforte mentre l’altro si era posizionato nei pressi dell’attività lavorativa della vittima al fine di accertarsi che la stessa non rincasasse prima dal termine del colpo.

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Sono state proprio le indagini sulla rapina a portare gli investigatori a scoprire anche i due complici di questo colpo.

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