Fango, rifiuti, il rischio di alluvione e d'incendio delle abitazioni. Sono questi i problemi più complessi che affrontano quotidianamente i Rom che vivono nelle baracche abbarbicate sulla sponda dello Stura, in zona Barca a Torino.
Questa mattina, per verificare la situazione del campo dove risiedono circa cinquecento Rom di nazionalità romena, in lungo Stura Lazio sono arrivati i consiglieri comunali delle commissioni Sanità e servizi sociali, Ecologia e ambiente, Pari opportunità.
All'ordine del giorno la verifica della situazione generale di vivibilità del campo e le misure adottate dall'amministrazione rispetto al rischio di alluvione del vicino fiume Stura, alla pulizia, alla raccolta rifiuti, al rischio di incendio provocato dai sistemi adottati per riscaldare le baracche.
I consiglieri hanno potuto constatare che le sponde sono costantemente monitorate dal Nucleo nomadi della Polizia municipale e che, anche grazie alla collaborazione dei residenti, nell'ultima occasione di piogge abbondanti, il piano emergenza ha dato risultati confortanti. Per quanto riguarda il rischio incendi, gli strumenti di prevenzione adottati sono stati l'informazione capillare e la distribuzione di oltre 300 estintori alle famiglie. Più complessa la situazione per quanto riguarda i rifiuti. Dopo un intervento straordinario effettuato l'anno scorso in collaborazione con l'associazionismo e finanziato dalla Prefettura che ha portato allo smaltimento di quasi 400 tonnellate di rifiuti dalla sponda del fiume, l'immondizia si è nuovamente accumulata nelle zone d'ingresso del campo, tanto da far proporre al presidente della commissione Ecologia e ambiente, Marco Grimaldi, un'operazione in collaborazione con AMIAT che porti alla sistemazione di una serie di cassonetti, oggi assenti, sul lato strada.
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