Gli ambulanti di Porta Palazzo contro la concessione screditata delle licenze

Il mercato più importante d'Europa chiede aiuto. La grande distribuzione, l'abusivismo e la mancanza di varietà merceologica hanno impoverito gli ambulanti che oggi non riescono più ad arrivare a fine mese

Seicento banchi e una concorrenza quasi spietata. A Porta Palazzo è scattato l'allarme. Colpa della grande distribuzione, dell’abusivismo e di una varietà merceologica pressoché assente. La concessione selvaggia delle licenze ha impoverito il mercato e danneggiato gli ambulanti che da anni sostano in piazza della Repubblica. In troppi, infatti, vendono la stessa merce, il medesimo articolo. E gli affari latitano. I risultati sono facili da immaginare. Molti ambulanti non riescono ad arrivare alla fine della giornata che tradotto vuol dire: difficoltà nel pagare l'affitto. Scontato l'effetto “buco”. Basta fare un giro durante le prime ore del pomeriggio per notare l'assenza di numerose bancarelle, “tagliate” fuori dalla crisi.

A rimetterci sono soprattutto i sorteggiati che preferiscono rinunciare alla giornata di lavoro pur di non accollarsi altre spese. Gli ambulanti che si presentano al mattino, invece, finiscono per vendere gli stessi articoli. Si va dalle borse agli occhiali passando per jeans e bigiotteria. Sono quasi tutti marocchini, cinesi e cingalesi."Da qualche mese si fatica a vendere – racconta Alì, in affitto nella piazza con il suo banco d'intimo -. In giro c'è poca gente e poi qui siamo in tanti a vendere le stesse merci. Tanto per fare un esempio oltre al mio ci sono altri 44 banchi di calze e mutande".

L’effetto dell’integrazione voluta dal Comune ha così finito per dare più quantità che qualità al mercato. "La concessione selvaggia delle licenze non ha dato benefici – dichiara Giuseppe Bellia, presidente dell’associazione per la rinascita di Porta Palazzo -. Ci sono tanti ambulanti stranieri che vendono gli stessi prodotti e, di conseguenza, intascano poco. Molti preferiscono non presentarsi e così facendo impoveriscono il mercato che una volta era il fiore all'occhiello di tutta l'Europa".

Sull’argomento è chiaro anche il pensiero dell’amministrazione. "Alcuni ambulanti rimettono la licenza non riuscendo a stare dietro alle regole del Durc – spiegano dall’assessorato al Commercio  -. La situazione varia da mercato a mercato. In alcuni ci sono pochi sorteggianti mentre in altri c’è  l'assalto ai pochi posti liberi".

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