Pracatinat, la gita scolastica per antonomasia. Ma chi ospitava prima degli studenti?

Nella struttura in Val Chisone sono passate migliaia di classi torinesi, ma non fu fondata affatto per ospitare giovani smaniosi di escursioni nei boschi e primi attimi di libertà

Tra i trentenni e quarantenni nati a Torino e dintorni (ma anche a Pinerolo o ad Asti), è molto probabile che il luogo di cui si conservano più fotografie stampate – e ingiallite dal tempo – non sia la Mole, o il Valentino o chissà quale monumento, bensì Pracatinat.

Solo evocando il nome di questa frazione di Fenestrelle, in Val Chisone, a molti verrà in mente una parola ben presente: gita. È qui infatti che migliaia di classi scolastiche sono state portate in viaggio di istruzione a partire da metà anni ’80, solitamene alle medie o nei primi anni delle superiori: per giorni e soprattutto notti si restava fuori casa, lontani dai genitori (a un’ora di macchina…), in compagnia solo dei propri compagni di classe, e anche i professori si rilassavano. Escursioni al Forte di Fenestrelle, ma soprattutto nella natura, tra boschi e prati. Il nome stesso di Pracatinat, del resto, significa “prato di Catinat” e si riferisce al generale Nicolas de Catinat, generale del re Luigi XIV quando ancora la Val Chisone era territorio francese: per difenderla dai piemontesi, che poi comunque riuscirono ad annettersi la valle con il trattato di Utrecht del 1713, il Re Sole aveva mandato qui Catinat a organizzare la difesa, e qui il generale passò insieme ai suoi 10.000 soldati l’inverno 1693-94.

Inverno o primavera, truppe di giovani studenti hanno vissuto qui i primi momenti di semi-indipendenza, di libertà dai vincoli familiari e (i più fortunati) anche i primi baci. La struttura ricettiva è un ricordo indelebile per molti: le sue camere coi letti a castello, la sala mensa, la sala da ballo, il cortile… Ma qual è la storia di questi due edifici che ancora oggi ospitano gite scolastiche e laboratori didattici, oltre a gruppi, famiglie e singoli come un normale albergo?

Molti si stupiranno, qualcuno forse rimarrà anche perplesso, nel sapere che la struttura non è nata per ospitare studenti ed escursionisti, bensì malati di tubercolosi. Tra il 1926 e il 1930, la tbc provocava circa 60.000 vittime ogni anno solo in Italia: per far fronte alla situazione, un comitato propose la realizzazione di un sanatorio in alta montagna, le cui spese di costruzione furono sostenute in parte da Giovanni Agnelli, il nonno dell’Avvocato e di Umberto Agnelli. Per questo i due edifici definiti “Sanatori Popolari”, uno per i malati di sesso maschile e uno per quelli di sesso femminile, furono dedicati ai figli del Senatore: Edoardo Agnelli e Aniceta “Tina” Agnelli Nasi.

Grazie alle vaccinazioni, nel corso dei decenni la tubercolosi ha smesso di essere un’emergenza sanitaria; di conseguenza, dagli anni ’70 la funzione ospedaliera di Pracatinat è diminuita progressivamente, fino allo svincolo ufficiale dalla funzione sanitaria stabilito da una legge regionale del 1981. Nel 1982 l’edificio “Edoardo Agnelli” divenne Centro di Soggiorno e la gestione fu affidata a un Consorzio composto da Provincia di Torino, Comuni di Torino e di Fenestrelle, Comunità Montana Valli Chisone e Germanasca e successivamente dai Comuni di Pinerolo, Moncalieri, Asti e Rivoli. Nel 1983 il centro di soggiorno diventò Laboratorio Didattico sull’Ambiente con un’attività prevalentemente rivolta alle scuole: è da allora che sono iniziate le gite a Pracatinat. 

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