Polemica al Salone del Libro, aumentano le defezioni ma nasce l'hashtag #iovadoatorino contro il boicotaggio

L'iniziativa è della scrittrice Michela Murgia

Continua la polemica per la presenza al Salone del Libro di Altaforte, la casa editrice vicina a CasaPound. E nasce l'hashtag#iovadoatorino, per contrastare le numerose defezioni che si stanno susseguendo tra case editrici e ospiti che preferiscono "non restare accanto ai fascisti": si tratta dell'iniziativa di un gruppo di autori guidati dalla scrittrice Michela Murgia. Un modo per opporsi al boicotaggio. Già perchè ieri, lunedì 6 maggio, si è ancora allungata la lista dei no al Salone. Dopo il collettivo di scrittori Wu Ming e il saggista Carlo Ginzburg, anche Zerocalcare e la presidente nazionale dell'Anpi Carla Nespolo hanno rinunciato a presenziare alla kermesse letteraria che inizierà giovedì 9 maggio al Lingotto.

"Torino è antifascista"

Ma non si farà da parte la sindaca di Torino Chiara Appendino: "Torino è antifascista - ha scritto su Facebook -. Questo semplice concetto in premessa deve essere molto chiaro, così come deve essere altrettanto chiaro che, in democrazia, non esistono alternative praticabili a questa posizione. A quei valori liberali, democratici, antifascisti, vogliamo tenere fede. L'occasione è utile per ricordare che la Città di Torino, Medaglia d'Oro alla Resistenza, sarà presente al Salone Internazionale del Libro".

La città ci sarà con il suo stand e i suoi eventi, "incarnando nella sua bandiera quei valori di libertà e uguaglianza che fanno parte della nostra stessa identità". L'intenzione dunque è quella di non abbandonare il campo, combattendo certe idee con altre anche più forti. "È solo con la cultura - conclude la prima cittadina - che possiamo porre un argine a ogni possibile degenerazione o ritorno di ciò che deve essere archiviato per sempre. Tanti e uniti. È così che si vince".

"Io sono fascista - ha detto in risposta alla polemica Francesco Polacchi, fondatore di Altaforte -. E' l'antifascismo il vero male di questo paese. Eravamo pronti alle polemiche ma non a questo livello allucinante di cattiverie. C'è addirittura chi sui social ha scritto che verrà a Torino per tirarci le molotov... Noi ci saremo perché ora è anche una questione di principio". 

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