Pista ciclabile lungo Po: dall'alluvione, sabbia e immondizia non sono ancora state rimosse

Il tratto di ciclopista presenta, in direzione Moncalieri, anche varie interruzioni a causa di crolli dell'asfalto

Uno scorcio della pista (immagine di Nord Italia Informazione Radio 1, come quelle della fotogallery)

I danni della piena del Po di novembre, sono ancora visibili al Parco del Valentino. Immondizia di varia natura, quintali di plastica incastrati fra i rami degli alberi e soprattutto tonnellate di sabbia, sollevata dallo straripamento del fiume, sono ancora ammassate sulla riva, a distanza di più di tre mesi dall'alluvione. In zona Borgo Medievale - sotto gli occhi di torinesi e soprattutto di turisti -, la sabbia invade i moli di attracco dei battelli Valentino e Valentina,  che oggi non navigano più, e soprattutto la ciclopista che collega Torino a Moncalieri.

Proprio dirigendosi verso la cittadina alle porte del capoluogo torinese, all'altezza del Museo dell'Automobile, un tratto di pista ciclabile è franato, transennato ma ugualmente pericoloso. Già perchè le transenne e i divieti sono stati spostati e i ciclisti, spesso famiglie con bambini di ogni età, passano ugualmente. Anche all'altezza della passerella Maratona, verso il Parco Le Vallere, è stato posizionato un blocco per impedire il transito sulla pista resa impraticabile dalla sabbia. Tuttavia anche qui, la gente passa ugualmente.

Nella pulizia delle rive del fiume si sono già cimentati volontari e varie associazioni ma lo stato attuale della pista ciclabile e di quelle zone frequentate da torinesi e da turisti, soprattutto con l'avvento della bella stagione, rende urgente un intervento dell'amministrazione per il ripristino completo del Parco.