Su internet una petizione per salvare il canile di via Germagnano

Alcuni cittadini hanno deciso di mobilitarsi attraverso la rete per raccogliere 5mila firme da spedire al Comune di Torino. Alcuni tecnici, intanto, hanno già effettuato un sopralluogo. Ma di lavori ancora nessuna traccia

Una petizione telematica per salvare gli amici a quattro zampe. Il grido di dolore del canile municipale Enpa di via Germagnano ha infatti varcato anche le soglie del web. Dallo scorso mese di dicembre alcuni residenti hanno deciso di mobilitarsi attraverso una petizione per dire no alla possibile chiusura della struttura. L’obiettivo, si legge via internet, è quello di raccogliere un totale di 5mila firme per sensibilizzare il Comune di Torino a venire incontro alle richieste del direttivo torinese. Richieste – va detto – che l’amministrazione sta valutando attentamente.

"I piccoli e grandi amici che si trovano nei canili spesso hanno avuto un passato di maltrattamenti – si legge nell’introduzione della petizione -. Con l’Enpa, invece, sono al sicuro. Le cure affettuose dei suoi volontari, così come quelle di tutti i responsabili, possono dare ai cani un futuro migliore". La paura è che gli amici a quattro zampe possano finire preda del randagismo o, peggio, dei canili abusivi che spesso assomigliano più a dei veri e propri lager. "I cani e i gatti sono indifesi. Aiutiamoli" è l’appello lanciato dagli anonimi firmatari.

Ma la svolta per il futuro del canile Enpa potrebbe arrivare molto presto. I tecnici del Comune hanno già sondato il terreno in via Germagnano per analizzare le richieste formulate davanti al sindaco Fassino dal presidente del direttivo torinese dell’Enpa Giovanni Pallotti. Volontari e veterinari del canile, infatti, non hanno fatto nemmeno un passo indietro nelle ultime due settimane.

"O gli interventi o troveremo una sede migliore di questa" la dichiarazione rilasciata di recente dal presidente Pallotti. I tecnici dovranno capire come sistemare le nuove recinzioni che avranno il compito – sicuramente arduo - di resistere ad oltranza agli assalti degli zingari dei vicini campi abusivi e autorizzati. In caso di mancati interventi l’Enpa tornerà a dar battaglia con una seconda protesta. "Aspettiamo e poi vedremo che fare", hanno dichiarato da via Germagnano.

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