Torino-Lione, perquisizione nella casa di Perino: 5 avvisi di garanzia

Alberto Perino e altri quattro militanti del movimento sono stati raggiunti da un'informazione di garanzia inviata dalla Procura di Torino. La perquisizione è durata circa due ore

La Digos ha eseguito dalle 7 di questa mattina una perquisizione domiciliare nell'abitazione del leader No Tav Alberto Perino a Condove, in provincia di Torino. La notizia si è diffusa in breve tempo e decine di militanti dello stesso movimento si stanno radunando davanti all'edificio. Il sito notav.eu segnala che la perquisizione, iniziata alle ore 7, è terminata alle ore 8.55: "La perquisizione è terminata con un nulla di fatto (ovviamente) e i  due poliziotti (un uomo e una donna) sono già andati via".

Cinque avvisi di garanzia: questo il risultato della perquisizione di stamane. Alberto Perino e altri quattro militanti del movimento sono stati raggiunti da un'informazione di garanzia inviata dalla Procura di Torino. La serie di reati ipotizzata è la seguente: istigazione a commettere reati, resistenza aggravata, interruzione di pubblico servizio e violenza privata, relativamente alla sassaiola della notte dello scorso 24 maggio al presidio della Maddalena. Oltre a Perino, 65 anni, sono indagati Giorgio R., 49 anni, Brando R., 20 anni, Lorenzo C., 25 anni e Damiano P., 30 anni. "Ce l'aspettavamo - ha detto l'avvocato Danilo Ghia, legale di Perino - dopo avere ricevuto due informazioni di garanzia per le vicende del blocco dei carotaggi all'autoporto di Susa e della violazione dei sigilli alla Maddalena".

Non le manda a dire Perino, commentando la perquisizione: "E' stato un altro autogol perché hanno fatto arrabbiare la gente, che da oggi sarà ancora più determinata. Ci hanno fatto un favore". "Mi hanno portato via soltanto un' agenda - ha detto Perino - su cui tenevo appuntati le spese del supermercato, gli appuntamenti dal medico e le volte che sono stato al presidio della Maddalena. Quando sono arrivati i poliziotti mi hanno detto che dovevano sequestrare tutto il materiale relativo ai No Tav e così ho mostrato loro un'intera stanza, visto che sono oltre 20 anni che mi occupo di questa battaglia. Ma alla fine si sono accontentati della sola agenda". Perino ha poi concluso con una battuta: "Se mi mettono agli arresti domiciliari vorrà dire che ridarò il bianco in casa".

I legali del Movimento No Tav comunicano che complessivamente sono 65 gli avvisi di garanzia degli ultimi giorni. Oltre ai 5 odierni, relativi alla sassaiola dello scorso 24 maggio al presidio della Maddalena, gli altri riguardano episodi del 2010: 10 per i blocco dei carotaggi all'autoporto di Susa, 22 per la violazione di sigilli alla baita della Maddalena, sequestrata dalla magistratura in quanto abusiva, 28 relativi al blocco di un convoglio di operai che trasportavano materiale per i carotaggi avvenuto a Venaria Reale.

PERQUISIZIONE A CASA DI PERINO: IL VIDEO DA CONDOVE
 

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Commenti (1)

  • Certo che la signorilità della risposta di Perino dà una lezione al nostro premier e ai suoi lacchè sputaveleno! Perchè Perino non può dare anche lui del comunista ai magistrati della Procura di Torino? Ricordate il proverbio siciliano: male non fare! paura non avere! :|

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