Permesso di soggiorno non rinnovato perché guadagna troppo poco: "Sono inserite, devono restare qui"

Provvedimento ribaltato dal Tar

immagine di repertorio

Il tribunale amministrativo regionale (Tar) del Piemonte ha permesso a una donna nigeriana di 43 anni e a sua figlia di 11 anni, residenti a Torino, di restare in Italia nonostante la questura non avesse rinnovato loro il permesso di soggiorno per ragioni di reddito. Dopo la sentenza, pronunciata a inizio marzo 2019, la donna potrà presentare una nuova domanda per poter rimanere nel nostro Paese.

Il 16 maggio 2017 madre e figlia si erano viste respingere la richiesta di prolungamento del permesso in quanto "le banche dati dell'Agenzia delle Entrate e dell’Inps" avrebbero evidenziato "che la signora non dispone dal 2008 del reddito previsto per la regolare permanenza sul territorio". In sostanza, è troppo povera per rimanere qui.

La madre aveva deciso di rivolgersi all'avvocato Nicoletta Masuelli e di presentare ricorso, impugnando il provvedimento che quindi è rimasto sospeso. Del resto aveva sempre lavorato: parrucchiera porta a porta, cameriera in alberghi, badante. Pochi soldi con cui però riusciva a tirare avanti.

Il Tar, però, ha stabilito che, nel concedere i permessi di soggiorno, "il questore deve effettuare un attento bilanciamento di tutti gli interessi in gioco, anche la condizione sociale e familiare", come aveva richiesto il legale. "Sua figlia - spiegano i giudici - è nata in Italia e vive qui da sempre, frequenta la scuola dell'obbligo con normale profitto scolastico e non avrebbe grandi prospettive di inserimento in Nigeria". In sostanza, si tratta di una famiglia inserita qui e che quindi deve rimanere qui.

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