Fine anno scolastico al veleno, i genitori regalano un peluche a forma di 'cacca' all'insegnante

Il collegio docenti: "Episodio doloroso e increscioso"

Alcuni peluche some quelli donati all'insegnante

All'Istituto Comprensivo Corso Racconigi di Torino l'anno scolastico non si è certo chiuso in bellezza. Che siano lontani i tempi in cui si guardava agli insegnanti con ammirazione e anche un po' di soggezione ormai è assodato ma che si arrivi a mancar loro di rispetto, fortunatamente non succede così spesso. Purtroppo però, nell'Istituto scolastico torinese, si è verificato un episodio che ha lasciato dirigenti e maestri a bocca aperta. "Un evento doloroso e increscioso ci lascia increduli - si legge sulla bacheca Facebook della scuola - Durante uno degli incontri, tre genitori hanno ritenuto di manifestare il loro scontento nei confronti di un docente regalando un peluche a forma di escremento, dichiarando che tale era il valore personale e professionale di quell'indivuduo, ingiuriandolo ed offendendolo, peraltro di fronte ai loro figli e ad altri ragazzi".

Si tratta di uno di quei peluche buffi, a forma di "cacca", che oggi sempre più spesso si vedono in giro e che fanno ridere grandi e piccini. O almeno dovrebbero. In questo caso però la situazione si è rivelata essere imbarazzante, per l'insegnante stesso che l'ha ricevuto ma anche per gli altri che hanno assistito alla scena e che, nell'incredulità, non hanno saputo reagire. Ammesso anche che l'insegnante cui è stato destinato il raffinato regalo non avesse messo d'accordo proprio tutti i genitori con il suo modo di fare, certo "la trovata" davanti alla classe, bambini compresi, è stata tutt'altro che rispettosa. 

"Non basta in questo caso rammentare che l'oltraggio ad un pubblico ufficiale è un reato - scrive ancora il collegio docenti su Facebook - . In giorni di bilancio e riprogettazione, da educatori che siamo, vogliamo ribadire a gran voce che questi gesti superano un limite per noi invalicabile: quello del rispetto. Questa è la traccia educativa sulla quale vogliamo continuare a muoverci, a condividere, a costruire. Mettendoci in discussione ogni volta che sarà necessario, ma sempre rispettando le persone che abbiamo di fronte.

Per questa ragione - si legge in conclusione - esprimiamo totale contrarietà rispetto all'accaduto ed al modello di società che un tale atteggiamento sottende. Non accadano mai più eventi simili fra queste mura".
 

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