Furto nella Biblioteca Nazionale, parti dell’opera ritrovate e restituite dopo 39 anni

Recuperate tre pagine di un manoscritto del XVI secolo. Vi sono solo due esemplari al mondo

La restituzione delle pagine sottratte dalla rarissima opera

Il Maggiore Antonio Quarta, Comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Genova ha restituito al dottor Guglielmo Bartoletti, Direttore della Biblioteca Nazionale Universitaria, tre pregevoli pagine di cronaca francese con vignetta miniata su pergamena, strappate oltre 39 anni fa da un manoscritto membranaceo del 1509, custodito presso la biblioteca. La rarissima opera scritta da Robert Bollart, narra la vittoria di Luigi XII sui veneziani e conta solo due esemplari al mondo. La seconda copia è conservata presso la Bibliothèque de Genève. 

Documenti finiti in Belgio

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo ligure, trae origine da una serie di controlli effettuati, nella primavera del 2015, dai militari del Nucleo TPC di Genova, su beni d’arte posti in vendita nel mercato antiquariale. In tale contesto veniva individuato un documento di dubbia provenienza, inserito in un lotto di vari beni archivistici, venduti nel 2004, da una casa d’aste milanese. Dalla comparazione delle immagini e dalle descrizioni di tutti i beni posti all’incanto, dalla citata casa d’aste, con le informazioni contenute nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, il più completo database di opere d’arte rubate esistente al mondo, gestita dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, si accertava, altresì, che tra i vari beni vi erano anche tre pagine miniate rubate nel 1979 dal prezioso manoscritto del XVI secolo, conservato presso la biblioteca torinese.

Le successive verifiche, presso la casa d’aste milanese, hanno permesso di identificare quale mandataria a vendere una donna piemontese che li aveva ereditati dal defunto padre. Contestualmente si è appreso che i preziosissimi documenti erano stati venduti, già nel 2004, ad un acquirente in Belgio. 

Le successive investigazioni hanno consentito di localizzare, anche tramite la cooperazione INTERPOL, i tre importanti beni archivistici e di individuare il compratore belga, il quale, appresa la provenienza illecita delle opere, ha rinunciato alla loro proprietà, restituendole nel febbraio 2018, a Bruxelles, presso l’Ambasciata d’Italia, in favore dello Stato italiano. 

Dopo quasi otto lustri le tre magnifiche pagine miniate ritornano a Torino, grazie all’attento lavoro compiuto dallo Speciale Reparto dell’Arma dei Carabinieri, impiegato da quasi 50 anni nella repressione dei reati in danno del patrimonio culturale, per essere finalmente restituite alla pubblica fruizione all’interno della Biblioteca Nazionale Universitaria. 
 

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