Proposta choc di Nosiglia: "Oratori nei centri commerciali"

L'arcivescovo di Torino pensa che aprendo oratori in centro commerciali e nei luoghi di divertimento, la Chiesa possa riavvicinarsi ai giovani. "Dobbiamo farci più missionari, investendo nella realtà concreta"

di Redazione 04/01/2012

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L'arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, nel giorno della presentazione della lettera di auspici per il nuovo anno, inviata a centinaio di personalità torinese, ha fatto una proposta per riavvicinare i giovani alla Chiesa. "Aprire oratori nei centri commerciali e nei luoghi di divertimento", come strumento di una Chiesa che "deve farsi più missionaria", nel senso che "sa investirsi della realtà concreta".

"Quando incontro i giovani - ha detto l'arcivescovo - mi dicono spesso di sentire la Chiesa troppo distante. Mi ringraziano non tanto per quello che dico, ma per essere andato a incontrarli. Forse dovremmo aprire i nostri oratori anche nei centri commerciali e nei luoghi di divertimento, andando là dove i giovani sono, senza aspettare che vengano da noi".

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"I problemi dei giovani - ha sottolineato - non si esauriscono con il tema del lavoro. La loro fragilità ha svariate cause, dalla cultura del nichilismo e del consumismo a ruoli paterni e materni indeboliti, fino all'assenza della dimensione religiosa. La loro estraneità è dovuta alla mancanza di dialogo fra le generazioni, alla frammentazione della famiglia. E' importante quindi - ha concluso - riannodare questi fili, dimostrare nei fatti che si crede in loro, ma poi anche richiamarli alla loro responsabilità". (Ansa)