Il pensionato fu ucciso (ma non del tutto volontariamente) e il corpo è sparito: condannato a 25 anni

Puniti anche i genitori

Maurizio Rigoli, la vittima dell'omicidio avvenuto nel 2014

Solo Toni Duretovic, rom macedone di 27 anni, ha ucciso (non del tutto volontariamente) il pensionato 64enne Maurizio Rigoli la notte dell'1 aprile 2014 in via San Vincenzo 184 a Bibiana, mentre i suoi genitori, Kuzman Duretovic di 50 anni e Sladjana Mitrovic di 47 anni (di nazionalità serba) lo hanno aiutato a distruggere il cadavere. È quanto ha stabilito la sentenza, pronunciata ieri, giovedì 20 giugno 2019, dalla Corte d'assise di Torino che ha condannato il primo, già detenuto in Francia per altre cause, a 25 anni per omicidio preterintenzionale e occultamento di cadavere, e gli altri a cinque anni per il solo occultamento di cadavere, al termine del processo svoltosi con rito ordinario.

Tutti (anche padre e madre sono detenuti), che erano fuggiti facendo perdere le loro tracce dopo l'accaduto, sono stati condannati all'interdizione dai pubblici uffici ed al risarcimento danni alle parti offese. Secondo l'avvocato Basilio Foti, che li ha difesi nel corso del processo, non si tratta di una condanna giusta in quanto non ci sono prove dell'omicidio (non è mai stato trovato il corpo) e quindi ha annunciato il ricorso in appello.

L'accusa è stata sostenuta dal pm Francesca Traverso. I familiari di Rigoli sono stati rappresentati dall'avvocato Silvia Lorenzino.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Cadavere scaricato da un'auto su una panchina: si tratta di un latitante condannato per rapina

  • Sparisce nel nulla dopo avere ricevuto la lettera di licenziamento: viene ritrovato morto impiccato

  • Colto da malore, si accascia a terra mentre sta camminando: morto

  • Tragedia familiare, disabile uccisa a martellate dalla madre

  • Cadavere putrefatto e decapitato trovato in un campo, si era suicidato impiccandosi a un albero

  • Investita mentre attraversa la strada davanti a casa: è grave

Torna su
TorinoToday è in caricamento