Uccise la ex fuori dall'Auchan, chiesto l'ergastolo per la fidanzata

Il quarantenne ex compagno sparò otto colpi di pistola per vendicarsi di avergli fatto perdere il lavoro. Il pubblico ministero però ha chiesto la condanna anche per la fidanzata dell'epoca, ritenuta complice nella preparazione dell'omicidio

Nell'aprile del 2011 Marina Corradino, 46 anni, fu uccisa dall'ex compagno quarantenne all'uscita dal lavoro. Lei era una barista all'interno dell'Auchan di Venaria, lui una guardia giurata presso lo stesso centro commerciale licenziata poco prima. Una sera si travestì e l'aspettò all'uscita, freddandola con otto colpi di pistola prima di tentare un'inutile fuga. "Io l’amavo, lei mi ha lasciato. Mi hanno licenziato poco dopo, e soltanto per colpa sua. E questa cosa non potevo perdonargliela", disse al momento dell'arresto il quarantenne. Un anno e mezzo dopo l'uomo fu condannato all'ergastolo per omicidio.

Il caso però non si è ancora chiuso. All'epoca l'omicida, che aveva chiuso la storia con la vittima, si stava frequentando con una donna. A quattro anni di distanza il pubblico ministero Manuela Pedrotta, in un processo diverso da quello fatto al quarantenne, ha chiesto l'ergastolo anche per questa donna che, secondo il magistrato, avrebbe supportato l'organizzazione dell'omicidio perché gelosa di Marina Corradino.

Nello stesso procedimento penale, il pm ha chiesto anche un pena di tre anni di carcere e 10 mila euro di multa per l'uomo accusato di aver fornito l'arma del delitto all'assassino. Da quanto è emerso l'acquisto della pistola avvenne nel mercato di Porta Palazzo.

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