Domani l'addio ad Anita, ma l'arresto del presunto assassino non cancella il mistero

Mancano movente e arma

Anna Piccato, per tutti Anita, uccisa a 70 anni

Barge (Cuneo) si prepara a dare l'ultimo saluto ad Anna Piccato, per tutti Anita, la pensionata 70enne uccisa la mattina di mercoledì 23 gennaio 2019 nei giardini d'Annonay, a 150 metri dalla sua abitazione.

Il funerale è stato fissato per le 14,30 di domani, sabato 2 febbraio 2019, nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista. I familiari hanno voluto una cerimonia in forma strettamente privata. Al posto dei fiori chiedono offerte per l'Istituto ricerca e cura del cancro di Candiolo.

Una vita da sindacalista in fabbrica, poi il volontariato

Anita aveva lavorato tutta la vita come operaia alla Indesit di None, ma era conosciuta soprattutto per la sua attività di sindacalista della Cgil. Sposata con Gaetano Morelli, non aveva figli. Dopo la pensione si era dedicata soprattutto al volonariato. Faceva la centralinista nella sezione cittadina della Croce Rossa. Il giorno che è stata assassinata avrebbe dovuto prendere servizio alle 14. Chi la conosceva la ricorda soprattutto per la sua memoria fotografica. Non aveva bisogno di annotare date di compleanni e numeri di telefono.

L'arrestato continua a negare ogni addebito

Daniele Ermanno Bianco, il 40enne suo concittadino arrestato per il delitto, continua a negare qualsiasi coinvolgimento. "Il quadro indiziario - dice il suo avvocato, Davide Ambrassa - è contraddittorio. Mancano l’arma del delitto e un movente credibile. Lui ha precisato nell’interrogatorio i suoi spostamenti prima e dopo l’ora dell’omicidio ed è stato, tra l’altro, visto pochi minuti dopo il fatto in un esercizio pubblico di Barge, in condizioni di assoluta tranquillità e senza apparenti tracce sugli abiti o sulla persona riconducibili all’omicidio". Per queste ragioni il legale ha chiesto la scarcerazione al Tribunale del riesame di Torino.

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Un prestito alla persona sbagliata oppure era ricattata?

Dal conto corrente postale di Anita sono spariti, in breve tempo, circa 20mila euro. Lo ha rivelato la nipote Roberta davanti alle telecamere de La Vita in Diretta, su RaiUno: "Tre anni fa - ha detto - mia zia mi aveva lasciato un documento legato a un conto postale, dicendo che il denaro contenuto sarebbe stato mio alla sua morte. In un anno e mezzo questi soldi sono spariti. Su quel conto non c’è più niente: mi ha inquietato il fatto che mia zia faceva prelievi continui, da 500, 1000 euro". Secondo la nipote, dunque, la zia sarebbe stata ricattata fino a ribellarsi al suo aguzzino, che l'avrebbe uccisa.

Gli investigatori, coordinati dal pm Alberto Braghin, non tralasciano però un'altra pista: che quel denaro sia stato semplicemente prestato, evidentemente alla persona sbagliata, con la promessa di una restituzione. E quando lei lo ha chiesto indietro l'assassino potrebbe avere deciso di eliminarla.

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L'ipotesi della rapina finita male, invece, appare residuale. Vittima e presunto assassino si conoscevano e, quella mattina, dopo essere andata a prendere il caffè nel solito bar del paese, Anita aveva addosso pochi spiccioli, pochi di più di quelli necessari per acquistare il giornale. All'edicola, però, non è mai arrivata.

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