Riaprono le OGR: foto e video delle nuove officine per la cultura

Sulla Spina 2 inizia la nuova vita delle storiche Officine Grandi Riparazioni

foto esterni OGR di Daniele Ratti

In corso Castelfidardo, a pochi passi da Porta Susa, stanno per riaprire le nuove Officine Grandi Riparazioni: dopo 1000 giorni di cantiere e dopo 100 milioni di euro di investimento di Fondazione CRT, le storiche OGR hanno riaperto i battenti in un’anteprima per i giornalisti: l’apertura al pubblico coincide con l’avvio del “Big Bang” del 30 settembre, quando la nuova vita delle OGR sarà inaugurata con una serie di concerti (Moroder, Chemical Brothers, Elisa e altri ancora) ed eventi legati all’arte contemporanea, con le esposizioni di Patrick Tuttofuoco, Arturo Herrera, William Kentridge.

OGR manica nord

Aperte nel 1895 – quando venivano inventati cinema e radio, come ha sottolineato il presidente di Fondazione CRT Giovanni Quaglia – le OGR sono state per decenni un simbolo dell’industria torinese, della modernità legata alla riparazione dei treni e dei convogli ferroviari. Poi, nel corso del ‘900 e fino ad anni recenti, il progressivo abbandono, con la parentesi nel 2011 legata ai 150 anni dell’Unità d’Italia, quando qui fu registrata la trasmissione con Fabio Fazio.

Gli imponenti lavori di restauro, avviati nel luglio 2014 e costati 100 milioni di euro a Fondazione CRT, hanno così restituito alla città e ai torinesi un luogo simbolo della storia moderna di Torino.

L’intero complesso di archeologia industriale – comprendente il maestoso edificio a forma di H di circa 20.000 metri quadri di superficie per 16 metri di altezza, le palazzine degli uffici e tutte le aree scoperte – rappresenta ora “la sfida più straordinaria di tutti i 25 anni di storia della Fondazione CRT” come ha spiegato il prof. Quaglia. Il segretario generale della Fondazione CRT e direttore generale delle OGR Massimo Lapucci ha raccontato il progetto che oggi ha visto la luce, tracciando un futuro delle OGR in linea con il suo passato di tecnologia.

OGR interno

“Da un punto di vista progettuale, le nuove OGR sono il risultato di una vision coraggiosa. Una ristrutturazione di massima avrebbe consentito un utilizzo limitato e parziale delle ex Officine, ma ho pensato bisognasse guardare oltre: fare di questa ‘cattedrale’ della storia industriale di Torino uno dei motori dello sviluppo del territorio” ha detto Lapucci “Ritenevo perciò occorresse concentrarsi sull'immaginare il futuro delle OGR per poter poi realizzare la riqualificazione più adatta alla nuova vita del vasto complesso immobiliare. Bisognava soprattutto lanciare il cuore oltre l'ostacolo e mettere le OGR in condizione di inserirsi in un contesto internazionale, capace di mantenere l’identità storica di ‘Officina’, ma facendone il luogo della generazione e rigenerazione delle idee. Su queste basi le OGR, oltre ad essere il più grande investimento di Fondazione CRT su un unico progetto, sono oggi una delle più rilevanti realtà ispirate ai principi della venture philanthropy in Europa e, coerentemente con la nostra mission, sono sempre attente alle positive ricadute sull'economia del territorio”.

La Spina 2

L’imponente operazione di recupero delle OGR, su un’area complessiva di 35.000 metri quadri, arricchisce e completa la nuova configurazione urbanistica dell’ambito “Spina 2”, rafforzandone il valore strategico per il territorio. In una zona caratterizzata dalla compresenza, nel raggio di poche centinaia di metri, della stazione ferroviaria dell’Alta velocità di Porta Susa, del Politecnico, dell’Energy Center, di importanti poli privati di ricerca, di istituzioni culturali di eccellenza e del prossimo centro congressi, si inserisce il fondamentale tassello delle nuove OGR, quale hub di sperimentazione e produzione di contemporaneità in continua trasformazione e dialogo con soggetti protagonisti dell’arte e dell’innovazione a livello globale.

Il riordino urbanistico di questa parte di città vede anche la creazione ex novo di due piazze pubbliche, liberamente fruibili da tutti come luoghi di relax, riflessione, incontro e socializzazione nell’arco della giornata: la Corte Est, affacciata su corso Castelfidardo, con opere d’arte a cielo aperto – la prima installazione pubblica e site-specific sarà “Procession of Reparationists”, realizzata da William Kentridge, tra i massimi esponenti dell’arte contemporanea a livello mondiale – e l’inserimento nella trama della pavimentazione di elementi sia artistici, quali, ad esempio, i profili metallici a simboleggiare le vecchie rotaie ferroviarie, sia di arredo urbano, come le collinette e le panchine ispirate nel design alle locomotive dei treni; la Corte Ovest, su via Borsellino, con un giardino caratterizzato dall’antica torre dell’acqua e da un palco, posto ideale per eventi, spettacoli, esposizioni, ristorazione e aperitivi en plein air.

Le nuove Officine: fabbrica delle idee, fabbrica del futuro

Le molteplici destinazioni d’uso definite nella Convenzione stipulata nel maggio 2013 con la Città di Torino, e aggiornata nel maggio 2017, fanno delle nuove Officine l’unico esempio di riconversione industriale in Europa con tre “anime” che si integrano tra loro: la ricerca artistica in tutte le sue declinazioni (nelle Officine Nord), la ricerca scientifica, tecnologica e industriale (nelle Officine Sud a partire dal 2018), l’enogastronomia con attività di somministrazione di food & beverage volte a valorizzare, in particolare, le produzioni a filiera corta (nel Transetto).

OGR Torino - In anteprima un volo tra gli spazi delle nuove Officine Grandi Riparazioni. from OGR Torino on Vimeo.

Officine Nord: le arti contemporanee

Gli spazi, concepiti per essere polifunzionali su un’area complessiva di circa 9.000 metri quadri (200 metri di lunghezza), ospiteranno, in continua rotazione, mostre, spettacoli, concerti – dalla musica classica a quella elettronica – eventi di teatro, danza e persino esperienze di realtà virtuale immersiva, in una vera e propria digital gallery.

In particolare, le arti visive saranno localizzate nei tre “binari” ovest delle Officine Nord, le arti performative nell’ala est, che mantiene l’antica denominazione di “Sala Fucine”: quest’ultima è dotata di un palco ad altezze variabili (il cui volume crea l’effetto di una “scatola nella scatola”), di tribune per il pubblico mobili e a scomparsa, di una cabina di regia. Il cuore delle Officine Nord è il “Duomo”: l’imponente sala alta ben 19 metri – dove i vagoni dei treni venivano posizionati in verticale per le manutenzioni – sarà destinata a simposi, workshop e conferenze, a sottolineare il cambiamento della missione delle OGR, dalla riparazione dei treni alla riparazione e rigenerazione delle idee.

OGR Manica Nord-2

Officine Sud: l’innovation hub internazionale

Una lunga promenade di circa 200 metri attraverserà le Officine Sud, che mantengono l’immagine storica della navata centrale nella propria integrità, e sono avvolte dalla luce naturale che scende dal tetto e dalle finestre. Nelle due campate laterali – dove l’inserimento del corpo scale metallico ricorda il “respingi vagone” di un tempo –, gli ambienti vetrati per le sale riunioni e i blocchi di uffici open space su due piani, modulari e flessibili per consentire la presenza continuativa fino a 499 persone, testimoniano la rinnovata identità del luogo: hub per la ricerca, “attrattore” e acceleratore delle migliori start up innovative, polo per lo sviluppo progettuale nel settore delle industrie creative, laboratorio dedicato agli Smart Data, centro di sperimentazione funzionale anche alla proposta di contenuti ad hoc per il pubblico delle Officine Nord. Una mission al fianco di importanti partner nazionali e internazionali, tra cui il Politecnico di Torino, Isi Foundation per la ricerca sui Big Data, l’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia e il Dipartimento di Stato americano per BEST (Business Exchange and Student Training): il programma bilaterale Italia-USA, di cui le OGR saranno la “casa”, volto a favorire la creazione di start up high-tech nel nostro Paese dopo un periodo di formazione e training di giovani talenti nella Silicon Valley.

Adiacente alla Manica Sud, la cosiddetta Superfetazione, ossia il fabbricato risalente agli anni Cinquanta, ospiterà la biglietteria, il bookstore, la Control Room per il controllo degli apparati di security e del funzionamento degli impianti.

Manica Sud-2

Transetto: le Officine del gusto si chiameranno “Snodo”

Tra le due Officine Nord e Sud, in corrispondenza del Transetto, ci sarà un ampio spazio di circa 2.000 metri quadri con mezzanino dedicato al gusto: si chiamerà simbolicamente Snodo, avrà un forte legame con la filiera enogastronomica piemontese, e sarà aperto dalla prima colazione fino al dopo cena, 7 giorni su 7. Per soddisfare le esigenze di pubblici diversi – visitatori delle OGR, studenti, giovani, business community, famiglie ecc. – la taste experience, all’insegna della creatività delle proposte, si declinerà in cinque zone di Snodo: due ristoranti (di cui uno “premium”, con cucina a vista ed esibizioni degli chef che potranno preparare i piatti direttamente davanti ai clienti), un’area lounge a soppalco disponibile anche per eventi dedicati, un cocktail bar sulla Corte Ovest per aperitivi sia d’estate sia d’inverno, uno smart bar con “social table” dalla lunghezza record di 25 metri, pensata come punto di ritrovo, aggregazione e relax per consumare pasti o bevande sfogliando il proprio tablet o pc. A gestire Snodo sarà l'esperienza di IFSE, la Scuola di Cucina che in via Alfieri 6 ha la sede di "Let's cook by Ifse", oltre al castello di Piobesi e al Museo del Gusto.

A caratterizzare il Transetto sarà anche l’opera d’arte “Track”, commissionata all'artista venezuelano Arturo Herrera: il grande murale sarà ospitato sulla parete d’accesso alle Officine Nord, diventando una sorta di soglia per l’ingresso nella manica dell'edificio dedicata alle arti. L’opera è stata pensata appositamente per lo spazio, e prende spunto dal passato ferroviario del sito. Il murale sarà composto da un intricato reticolo di linee che possono ricordare un tracciato di binari e che, con il loro diramarsi in varie direzioni, suggeriscono in maniera astratta alcuni dei valori cardine del nuovo spazio: interconnessione, fluidità e dinamismo.

Transetto Snodo OGR-2

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