Sfratti in aumento, si moltiplicano le occupazioni a Torino

Quella di via Monginevro 46 è l'ultima di una lunga serie di occupazioni. Così le famiglie sfrattate rispondono all'emergenza abitativa nella città di Torino

Famiglie distrutte, senza un reddito, senza un tetto sotto cui dormire. È la storia degli occupanti della palazzina di via Monginevro 46, che dal 19 giugno hanno preso possesso dell’edificio, abbandonato da anni. Le tre famiglie che abitano nel palazzo si sono incontrate allo Sportello per il Diritto alla Casa in via Revello, dopo essere state colpite da un avviso di sfratto.

L’emergenza abitativa a Torino è sempre maggiore. “La casa di via Monginevro – spiegano gli addetti allo Sportello, associato al centro sociale Gabrio – è il terzo palazzo occupato nel quartiere, dopo via Muriaglio 11 e via Revello 34. È in questo modo che tentiamo di rispondere ai problemi della gente che si è ritrovata in mezzo a una strada”. Gli sfratti, infatti, stanno crescendo a dismisura nel capoluogo piemontese, e sono stati 2523 solo nel 2011. La conseguenza è l’aumento delle occupazioni abusive, presenti su tutto il territorio cittadino.

L’abusivismo è illegale e quindi inaccettabile per le politiche comunali. Ciononostante, l’occupazione di case abbandonate ha un importante ruolo sociale e comunitario. La presenza di famiglie con figli o genitori anziani, infatti, riesce a sfatare il mito dello “squat” e a mettere in contatto gli occupanti con i residenti del quartiere che, come dicono in molti, “si dimostrano collaborativi e ci hanno sempre dato un importante contributo”. C’è chi porta del cibo o un vecchio mobile, o chi si offre di collaborare per i lavori di restauro della casa o vi manda i propri figli.

La linea diplomatica delle istituzioni, d’altronde, è favorevole a un confronto. L’insediamento delle famiglie nei palazzi abbandonati, infatti, permette di risolvere alcune situazioni sociali critiche e al contempo garantisce la manutenzione di un palazzo che altrimenti decadrebbe. “Nel 2010 – dicono alcuni residenti – al 46 di via Monginevro era scoppiato un tubo, causando l’allagamento di alcuni appartamenti nei palazzi adiacenti”. Sono questi elementi a favorire un dialogo con le istituzioni, in particolare con la terza circoscrizione e con l’Assessorato alla sanità e politiche sociali. 

Si può vincere l’abusivismo? Per gli addetti allo Sportello per il Diritto alla Casa è possibile. Secondo alcune stime sono 55 mila a Torino le case sfitte, che potrebbero essere utilizzate per far fronte alle emergenze abitative della città, qualche migliaio. L’utilizzo di queste abitazioni sarebbe di certo una manna dal cielo per chi è rimasto senza un tetto. Un primo passo è l'iniziativa "Mai più sfitti" lanciata ad aprile dal sindaco Fassino e del vescovo Nosiglia: l'obiettivo era affittare questi appartementi a prezzi di convenienza. Servirebbe, sullo stesso solco, una presa di posizione più netta che producesse qualcosa di concreto, per risolvere con metodi legali un enorme problema sociale che coinvolge l’intera comunità torinese. 

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