Nuova occupazione in via Asti, Palazzo Civico: "Monitoriamo, ma non da proprietari"

L'edificio appartiene alla Cassa Depositi e Prestiti che ha già denunciato la situazione e chiesto lo sgombero degli attivisti di Terra del Fuoco. Al momento nella struttura ci sono anche una cinquantina di rom

Dibattito politico accesso questo pomeriggio in Sala Rossa sulla nuova occupazione dell'ex caserma di via Asti che nella giornata di ieri è stata invasa da circa 50 rom, per la maggior parte provenienti dalla baraccopoli di lungo Stura Lazio, i quali si sono aggiunti agli attuali occupanti dell'associazione Terra del Fuoco. "Siamo in contatto con la Cassa Depositi e Prestiti e con la Prefettura per capire come gestire la situazione - ha detto in aula l'assessore alla Polizia Municipale Giuliana Tedesco -. Non essendo l'ex caserma un edificio di proprietà comunale non possiamo gestire la situazione da proprietari".

L'ex struttura militare La Marmora, infatti, appartiene alla Cassa Depositi e Prestiti che - parole dell'assessore Tedesco - ha già denunciato la situazione e chiesto lo sgombero della struttura. Ora la situazione si complica perchè oltre agli attivisti del "Comitato di via Asti" sostenuti da Terra del Fuoco che - di fatto - è appoggiata dal consigliere comunale di Sel Michele Curto si sono aggiunti anche i rom, tutti quelli che, cacciati dalla baraccopoli di lungo Stura Lazio non "hanno voluto usufruire delle strutture abitative rese disponibili da Palazzo Civico".

"Dobbiamo aspettare che l'ex caserma di via Asti sia occupata anche dai profughi per intervenire? - ha chiesto il consigliere di Fratelli d'Italia Maurizio Marrone -. Assistiamo a continui sgomberi di famiglie in altre strutture cittadine, mentre per questa situazione si evince una chiara assenza di Stato solo perchè qualche magistrato ha partecipato lì a qualche festa di partito". Il tema è caldo è in Sala Rossa rimbalza tra il problema rom e il problema occupazione, passando anche per l'aggressione avvenuta qualche settimana fa al campo di lungo Stura Lazio tra un rom e tre vigili urbani. Aggressione sulla quale vi sono ancora tanti nodi irrosolti, ma che non manca di scatenare le polemiche sul corpo di polizia municipale, oggi assolto, domani accusato. L'unico a chiedere a chiare lettere lo sgombero dell'ex struttura militare è il consigliere del Pd Silvio Viale, anche se di fatto, l'ultima parola spetta sempre alla Prefettura e, in questo caso specifico, alla Cassa Depositi e Prestiti.

Intanto pare che il capitolo "sgombero della baraccopoli di lungo Stura Lazio" sia ormai giunto alle fasi finali: come precisato dall'assessore Tedesco, le ruspe dovrebbero terminare il loro lavoro entro la fine di questo mese. Da sgomberare rimane ancora un parte del secondo settore (sottosettore 1) e la cosiddetta "fossa", un'area distaccata rispetto all'insediamento medesmo.
 

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