"Occupazione lecita se ripristina pubblica utilità", parola di magistrato

Secondo il magistrato Maddalena l'ex caserma di via Asti dovrebbe diventare "un albergo dei poveri". Atteso per le prossime settimane il progetto di riqualificazione della Cavallerizza

Occupare si può, a patto che il fine ultimo sia quello di ripristinare la pubblica utilità del bene e restituirlo alla cittadinanza e sempre che questo bene sia stato da tempo in preda all'abbandono. La considerazione arriva dritta dritta da Paolo Maddalena, giurista, magistrato e già vicepresidente della Corte Costituzionale che in questi giorni ha partecipato a uno dei tanti incontri organizzati presso l'ex caserma occupata di via Asti.

Secondo il magistrato "la pacifica occupazione dell'ex caserma non è in conflitto con quanto sancisce la Costituzione" che, di fatto, prevede che i cittadini siano legittimati a ripristinare la pubblica utilità di un bene e la restituzione dello stesso alla cittadinanza qualora questo stesso bene per lungo tempo non venga utilizzato.

Il magistrato, nello specifico, fa riferimento alla cosiddetta "discrezionalità amministrativa" che dovrebbe, in ogni caso, perseguire l'interesse pubblico e in qualche modo favorire le occupazioni che recano un vantaggio alla collettività. "L'amministrazione, a tal proposito, ha possibilità di scelta - afferma Paolo Maddalena - ma la svendita dell'ex caserma alla Cassa depositi e presiti non è di certo nell'interesse collettivo dei torinesi. Per me, questo luogo, se a Torino ci sono dei senzatetto, è un posto che dev'essere destinato ad albergo dei poveri".

Il tema è di quelli scottanti perchè a Torino di occupazioni che hanno come fine ultimo quello di restituire immobili abbandonati alla disponbilità dell'intera collettività ce ne sono molti. Caso emblematico quello della Cavallerizza, il complesso storico e archiettonico che si estende dietro i Giardini Reali, a pochi passi dal Teatro Regio. "Un luogo di inestimabile bellezza - secondo la consigliera grillina della Circoscrizione I - che merita di continuare a essere aperto a tutti e non diventare un bene privato per costruirci residenze o alloggi fuori dalla portata dei torinesi".

Sul futuro della Cavallerizza le acque sono ancora torbide. Il percorso di recupero dell'immobile dovrebbe essere affidato alle Società Equiter S.p.A. e Homers Torino Social Innovation incaricate di recuperare il complesso di circa 35mila metri quadrati e il cui progetto definitivo sarà presentato tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre. Progetto a cui i partecipanti dell'Assemblea Cavallerizza 14.45 si oppongono fermamente, lamentando una temibile privatizzazione della struttura.

Lo spettacolo realizzato domenica alla Cavallerizza in occasione dell'anniversario dell'incendio il 30 agosto del 2014.

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