Sette mesi di No Tav: la protesta da gennaio alla notte scorsa

Inaugurato l'anno con un blitz nazionale, è proseguito con scontri violenti, simpatizzanti che dormono all'aperto sotto la neve, l'inizio degli espropri, Luca Abbà e l'apertura del campeggio di Chiomonte

 

Riepilogando la prima parte del 2012, la lotta intorno al supertreno Tav in Valle di Susa si apre con il blitz di polizia che scatta alle sei del mattino del 26 gennaio e che porta a arresti e perquisizioni in tutta Italia contro l'ala più dura del movimento No Tav. Altra tappa saliente l'esproprio dei terreni in febbraio, con una grande manifestazione e il ferimento dell'anarchico Luca Abbà, che cade da un traliccio dell'alta tensione. Il 15 giugno il movimento No Tav apre il campeggio di Chiomonte, base in quota da cui partire con le azioni di protesta. Il 27 giugno notte di protesta e disordini, ma l'escalation culmina negli scontri della notte scorsa, il cui bilancio è di 11 poliziotti feriti e una ventina di esponenti No Tav contusi. 
 
26 GENNAIO. L'inchiesta della Digos di Torino sui violentissimi scontri che si scatenarono in Valle di Susa il 27 giugno e il 3 luglio del 2011 e che costarono 211 feriti fra poliziotti e carabinieri culmina con un blitz all'alba con 26 arresti in tutta Italia. In manette un ex brigatista di Prima Linea, vecchi anarchici, giovani frequentatori dei centri sociali, studenti, attivisti politici e sindacali, un consigliere comunale, ma solo due valligiani valsusini.
 
27 FEBBRAIO. L'anarchico valsusino Luca Abbà rimane ferito gravemente dopo essere caduto da un traliccio su cui si era arrampicato per protestare contro le operazioni di ampliamento del cantiere della Torino-Lione in Valle Clarea, dove verrà scavato il cunicolo esplorativo. I recinti avvolgono ora tutti i sette ettari di territorio previsti. L'incidente di Abbà avviene sotto gli occhi delle forze dell'ordine e dei manifestanti, durante ore di grande tensione in Valle fra blocchi stradali, irruzioni sui binari, presidi e cortei.
 
11 APRILE. Comincia l'iter per portare a compimento gli espropri temporanei dei terreni del cantiere. Una settantina di simpatizzanti No Tav, proprietari dei piccolissimi appezzamenti che avevano acquistato per rallentare le procedure, vengono convocati per gli adempimenti. Il movimento organizza una fiaccolata in Valle e in decine dormono nell'area, sotto una copiosa nevicata.
 
15 GIUGNO. Apre il campeggio di Chiomonte, iniziativa del movimento No Tav, base in quota dalla quale partire per le azioni di disturbo al cantiere del supertreno. Il campeggio, al quale partecipano studenti e simpatizzanti da tutta Italia, diventa per i No Tav occasione di socialità e informazione, oltre che struttura logistica di appoggio per la protesta. Con l'apertura del campeggio ricominciano gli scontri.
 
27 GIUGNO. Una notte di scontri inaugura la ripresa dell'offensiva contro il cantiere della ferrovia ad alta velocità Torino-Lione. Alcune centinaia di militanti si sono raccolti attorno alle recinzioni e, dai boschi, hanno scatenato la loro azione di disturbo. I No Tav si erano chiamati a raccolta per celebrare l'anniversario del 27 giugno 2011, una delle date simbolo del movimento. Quel giorno le forze dell'ordine sgomberarono il vasto presidio che il movimento aveva installato in località Maddalena di Chiomonte, oggi sede del cantiere, per impedire l'inizio degli scavi. Per i No Tav l'operazione segnò la caduta della "Libera Repubblica della Maddalena".
 
22 LUGLIO. La protesta si intensifica fino agli scontri della scorsa notte. Il bilancio è di 11 feriti fra le forze di polizia e una ventina di contusi fra gli appartenenti al movimento No Tav. Fra i feriti, anche il capo della Digos di Torino, Giuseppe Petronzi.
 
(ANSA)

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