No Tav, processo d'appello: tensioni davanti al Palazzo di Giustizia

Esponenti del movimento hanno tentato di forzare il cordone di sicurezza delle forze ordine per entrare. C'era anche Nicoletta Dosio

Il presidio di questa mattina

Tensione nella mattinata di oggi, giovedì 3 novembre, davanti al palazzo di giustizia per la presenza di un presidio di esponenti No Tav.

Mentre all'interno era in corso un’altra udienza del maxiprocesso d'appello ai No Tav per gli scontri dell'estate 2011 in occasione dell'installazione del cantiere della Torino-Lione, alla Maddalena di Chiomonte, un gruppo di attivisti, per la maggior parte antagonisti, ha cercato di forzare il cordone di sicurezza delle forze ordine per entrare. Alcuni sono riusciti ad accedere e tra questi anche Nicoletta Dosio, leader del movimento che avrebbe dovuto trovarsi ai domiciliari per un provvedimento giudiziario inerente una delle manifestazioni contro il cantiere. Pochi passi dopo essere entrata all'interno di palazzo di giustizia la donna è stata fermata e la sua posizione è al vaglio della polizia.

Durante la precedente requisitoria il procuratore generale Francesco Saluzzo ha chiesto di condannare tutti i 47 imputati del maxi-processo a pene comprese tra un anno e 8 mesi e quattro anni e 10 mesi, per un totale di quasi 200 anni di carcere. Altre sei posizioni erano invece state stralciate.

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