No Tav, Grillo a Caselli: "Perché le due donne sono in carcere?"

Il leader del Movimento 5 Stelle ha pubblicato una lettera sul suo blog al Procuratore di Torino Gian Carlo Caselli, a proposito della richiesta di non scarcerare le due attiviste No Tav arrestate

A proposito dell'intervento del procuratore Gian Carlo Caselli sull'istanza di scarcerazione presentata dal legale di Nina, l'attivista No Tav arrestata lo scorso 9 settembre, ha voluto scrivere una lettera Beppe Grillo, indirizzata proprio a Caselli, che ieri ha chiesto che le donne non vengano scarcerate. Sul suo blog Grillo inizia ricordando le parole di stima espresse nei confronti del magistrato: "lei è considerato un eroe nazionale da una parte dell'opinione pubblica nazionale, e io credo assolutamente a ragione, per il coraggio con cui ha combattuto in prima persona la mafia negli anni novanta in qualità di Procuratore della Repubblica a Palermo. La mia stima nei suoi confronti è stata espressa più volte in questo blog".

"Non capisco - chiede Beppe Grillo nella lettera indirizzata a Caselli - la decisione della Procura di Torino di incarcerare due donne incensurate per aver manifestato contro un'opera inutile come la TAV". "Elena, detta Nina, è infermiera, madre di tre figli e volontaria al 118 e si trovava sul posto con una maschera antigas per soccorrere i feriti, le è stato attribuito il reato di "concorso morale", a Marianna vengono contestate le lesioni perché nella fuga "avrebbe provocato una distorsione a un funzionario della polizia facendolo cadere".

Beppe Grillo si schiera fortemente a favore di Marianna Valenti e Elena Garberi, le due donne appunto, dicendosi sgomento "perché due donne incensurate vengono sbattute in galera come due pericolose criminali" quando "Previti è rimasto in carcere per un paio di giorni, loro sono in una cella da una settimana".

Infine il leader del Movimento a 5 Stelle si rivolge in modo più confidenziale a Procuratore di Torino, parlando della Tav e criticandola: "Queste incarcerazioni sono un messaggio all'opinione pubblica: 'la TAV si ha da fare e chi si oppone sarà punito con l'applicazione del Codice senza alcuna attenuante'. Lei sa, non può non saperlo, che la TAV costerà 22 miliardi, che sarà terminata tra 15 anni, che il traffico merci che transita nella Val di Susa è in costante diminuzione e che la popolazione valsusina nella sua grande maggioranza è contraria, per me giustamente, a un'opera che devasterà la valle in modo irrimediabile".

"I valsusini sono isolati dalle Isitituzioni, dall'informazione, dai partiti, dalla Confindustria, dal Governo, - conclude Beppe Grillo - per questo motivo 'ho deciso di sedermi dalla parte del torto perché dalla parte della ragione i posti sono già tutti occupati'. Con immutata stima." Beppe Grillo.

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