Incendio a Salbertrand, Fratelli d'Italia: "Subito i miltari in Valle"

Agostino Ghiglia: "Le betoniere date alle fiamme nella notte sono una vera e propria dichiarazione di guerra alla politica e alle istituzioni". Massimiliano Motta: "I militari in Valle"

Non sono mancate le reazioni dei politici all’ultimo episodio di guerriglia No Tav, la scorsa notte, a Salbertrand. “Una dichiarazione di guerra alla politica ed alle istituzioni”. Così definisce il consigliere portavoce piemontese di Fratelli d'Italia, Agostino Ghiglia. "Non è un caso che l'ennesima azione intimidatoria - aggiunge - sia arrivata al termine di una proficua giornata di confronto e di approfondimento in cui erano nuovamente emerse, in tutta la loro nitidezza, le motivazioni a sostegno della Torino-Lione".

"Alla sonora sconfitta rimediata sul campo delle idee - continua Ghiglia - la strategia del terrore ha risposto con la solita, violenta rappresaglia contro imprese e lavoratori: si tratta però dell'ultima spiaggia, dell'unica via rimasta al fronte del 'no' per fare notizia".

"Mi chiedo – prosegue il consigliere - se i vari pungolatori come De Luca e Vattimo, sempre pronti ad istigare e giustificare i rigurgiti bellicosi della protesta, non abbiano un benché minimo rimorso di coscienza, magari offrendosi di rimborsare in prima persona i danni causati dagli esecutori materiali della più classica fatwa col cachemire lanciata dai pensatori alternativi della sinistra radicale".

Massimiliano Motta, consigliere regionale di Fratelli d'Italia, chiede che i militari vengano inviati subito in Valle. Solo così, secondo Motta, è possibile "consentire alle Imprese di lavorare e porre fine a questa situazione di insicurezza e violenza che si protrae ormai da troppo tempo".

Per Motta, "la necessità della confisca dei beni degli attentatori o dei fiancheggiatori responsabili di questi gravissimi atti per risarcire i danni arrecati, qualora essi venissero identificati o colti sul fatto".

“Procederemo inoltre alla raccolta firme per chiedere, con il sostegno dei tanti cittadini favorevoli all'opera, un maggior dispiegamento di agenti a difesa della Valle - conclude Motta - e l'allargamento della zona rossa. Esprimo quindi ancora una volta la mia condanna per queste azioni di violenza".

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