Tav, Perino: "Abbiamo messo in conto anche la prigione, ma resistiamo"

Il leader No Tav e altri quattro militanti del movimento sono stati raggiunti da un'informazione di garanzia inviata dalla Procura di Torino. Lui dice: "Resistere, resistere, resistere"

Il messaggio che il leader No Tav Alberto Perino lancia, qualche ora dopo la perquisizione a casa sua, è chiaro: "Abbiamo messo in conto anche la prigione, ma continuiamo a resistere".  Le perquisizioni a carico di cinque indagati, tra cui appunto lo stesso Perino, sono state eseguite venerdì mattina dalla Digos di Torino. Proprio durante la conferenza stampa Perino è stato raggiunto da un ulteriore avviso di garanzia, relativo alla realizzazione della baracca all'autoporto di Susa (Torino) il 9 gennaio 2010.

Con lui altre sette persone. All'inizio della conferenza stampa, tenutasi al presidio No Tav della Maddalena di Chiomonte, Perino ha invitato i presenti (circa un centinaio di persone) a "resistere, resistere e ancora resistere. Lo ha detto anche il procuratore Borrelli a Milano, ma a Torino è reato. Quindi reitero il reato invitando tutti a venire sempre alla Maddalena a resistere, anche se io non dovessi esserci. Questo sito deve restare com'é adesso". In più di un passaggio, Perino ha formulato l'invito al procuratore di Torino, Gian Carlo Caselli, a prendere atto del suo invito.

Perino e altri quattro militanti del movimento sono stati raggiunti da un'informazione di garanzia inviata dalla Procura di Torino. La serie di reati ipotizzata è la seguente: istigazione a commettere reati, resistenza aggravata, interruzione di pubblico servizio e violenza privata, relativamente alla sassaiola della notte dello scorso 24 maggio al presidio della Maddalena. Oltre a Perino, 65 anni, sono indagati Giorgio R., 49 anni, Brando R., 20 anni, Lorenzo C., 25 anni e Damiano P., 30 anni. "Ce l'aspettavamo - ha detto l'avvocato Danilo Ghia, legale di Perino - dopo avere ricevuto due informazioni di garanzia per le vicende del blocco dei carotaggi all'autoporto di Susa e della violazione dei sigilli alla Maddalena".

Sono 65 gli avvisi di garanzia complessivi. Oltre ai 5 odierni, relativi alla sassaiola dello scorso 24 maggio al presidio della Maddalena, gli altri riguardano episodi del 2010: 10 per i blocco dei carotaggi all'autoporto di Susa, 22 per la violazione di sigilli alla baita della Maddalena, sequestrata dalla magistratura in quanto abusiva, 28 relativi al blocco di un convoglio di operai che trasportavano materiale per i carotaggi avvenuto a Venaria Reale.

TAV, SETTIMANE DI MOBILITAZIONE

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