No Tav 2005-2011: storia di un movimento

E' nato spontaneamente nei primi anni novanta, ma il mondo ha imparato a conoscerlo soltanto durante le Olimpiadi invernali del 2006. Cronologia essenziale del movimento No Tav

Il movimento NO TAV, che si batte contro la realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione, non ha una vera e propria data di inizio: sin dai primi anni novanta "in valle" si sono susseguite assemblee pubbliche sull'argomento. E' nel 2005 che i media nazionali iniziano a conoscere il movimento No Tav.

2005 - Il processo di aggregazione passato attraverso le assemblee contro la costruzione della Tav porta alla nascita di un movimento organizzato. Le manifestazioni in Val Susa diventano sempre più serrate e popolate, fino a toccare gli 80.000 partecipanti stimati durante la marcia a Bussoleno di dicembre. Si installano presidi permanenti a Bruzolo e Borgone Susa, in novembre l'esproprio di terreni necessari al posizionamento di una trivella viene ostacolato dai dimostranti, che rendono necessario l'intervento delle forze dell'ordine. Altri segni di tensione: un pacco bomba, da cui il movimento si dissocia, e posti di blocco per il controllo dei documenti. L'episodio più importante è l'irruzione della polizia nel presidio di Venaus, a novembre, fatto che ha scatenato la protesta del mese successivo, in Val Susa, ma anche in tutta Italia.

2006 - Le olimpiadi invernali danno visibilità internazionale al movimento, che approfitta dell'occasione. Il movimento si manifesta lungo la strada del tedoforo, vengono ventilate azioni di boicottaggio, poi non realizzate. Il percorso viene deviato per timore di azioni di disturbo.

2007 - Il movimento esce dalla Val Susa, e manda delegazioni di solidarietà a Vicenza, contro la base militare americana, a Napoli, per l'emergenza rifiuti, e in Trentino Alto Adige. In agosto, la notte dei fuochi: falò accesi in tutta Italia, per manifestare l'opposizione alla realizzazione della Tav. Il rapporto con le istituzioni si distende: alcuni amministratori escono dall'osservatorio tecnico, guadagnandosi il supporto del movimento.

2008 - Cade il governo Prodi, viene presentato il Fare, un progetto di inizio lavori. Viene promossa l'iniziativa “Acquista un posto in prima fila”: 1400 persone acquistano un terreno dove dovrebbero sorgere i cantieri, a Chiomonte. Sventato il primo incontro-scontro fra i rappresentanti delle istituzioni – Chiamparino, Saitta e Bresso, contro i quali era già pronta una protesta in costume di 2000 valsusini.

2009 - Anno relativamente tranquillo: a parte la continuazione dei presidi permanenti e qualche piccola manifestazione, non accade nulla di importante. Fra la solidarietà fuori valle: protesta per l'ampliamento del traforo del Fréjus.

2010 - Arrivano le trivelle in valle. I sondaggi iniziano a gennaio, in 40.000 tornano a manifestare, riportando alla mente i grandi cortei di cinque anni prima. Viene sollevato il problema dei costi dei sondaggi, fino a 6 milioni di euro. Qualcuno dà fuoco al presidio di Bruzolo, evento che, vissuto come un'intimidazione, ha come conseguenza un rigurgito di proteste, sia sul posto che a Torino. Le trivelle trovano resistenza da parte dei presidianti, anche sotto la neve. Le rivendicazioni arrivano fino in sede europea, a Strasburgo, tramite una delegazione di un migliaio di dimostranti. Esce anche un libro, “Un inverno in movimento – fuochi nella notte”, con la storia degli ultimi mesi.

2011 - Il movimento torna in strada, unendosi alle proteste dei lavoratori Fiat, agli studenti, e perorando anche la propria causa, in seguito alla prossima apertura del cantiere. In questi giorni, si sono uniti alle proteste degli operai Italcoge, una delle ditte che ha vinto l'appalto per i lavori, un presidio 24 ore su 24 è attivo a Chiomonte, e si ventilano disagi per il passaggio del Giro d'Italia a Verbania.

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