Addio all'amico degli stambecchi, morto in un incidente nel fiume

Storico veterinario del parco

Vittorio Peracino mentre soccorre un camoscio (foto Ente Parco Gran Paradiso)

Vische piange Vittorio Peracino, storico veterinario del parco nazionale del Gran Paradiso morto lo scorso sabato 5 maggio 2018 a 79 anni in un incidente in canoa sulla Dora Baltea. L'autopsia ha confermato la morte per annegamento provocata da un malore che lo ha colto in precedenza.

Già veterinario del battaglione Aosta, è stato chiamato nel 1964 dall’allora direttore del Parco, Renzo Videsott, per svolgere il ruolo di ispettore (facente funzione) del servizio di sorveglianza, che ha ricoperto sino al 1972, anno in cui è stato nominato veterinario e ispettore sanitario dell’Ente, incarico che ha mantenuto sino al 1998.

Profondo conoscitore dello stambecco, specie simbolo del Parco, dagli anni '60 agli anni '90 è stato protagonista del progetto di reintroduzione di questa specie, con la cattura e lo spostamento di centinaia di esemplari in diverse aree dell'arco alpino italiano e in Slovenia, garantendo il ritorno di questa specie e la sua conservazione.

"Quelle catture - ricorda l'Ente Parco in una nota - hanno visto protagonisti il Parco, le sue guardie ma, soprattutto, Vittorio Peracino, che ha dedicato la sua esistenza professionale a questo scopo, rendendo possibile la redistribuzione dello stambecco in tutto l’arco alpino e ponendo le basi per la futura ricerca a lungo termine su questa specie. Grazie alla spinta impressa da Peracino sulle tecniche di cattura, basate sulla tele-sedazione e, quindi, sulla possibilità di manipolare animali con un impatto pressoché nullo sul loro benessere, si sono potute attivare, all'interno del Parco, le attuali aree di studio a lungo termine, anche sul camoscio".

Bruno Bassano, attuale responsabile del servizio biodiversità e ricerca scientifica del Parco e allievo di Peracino, lo ricorda così: “Vittorio Peracino era una persona capace di suscitare gli stati d'animo più contrastanti, opposti, per la sua forza e la sua determinazione. Nessuno, ricordandolo, userà frasi che contengano la parola indifferenza: Vittorio odiava l'indifferenza e così si comportava. Grandi passioni o grandi rivalità, come se tutto fosse una gara sportiva. Era così per lui ogni salita, ogni discesa, ogni operazione, catture comprese. Questa sua capacità di trascinare gli altri nella sua 'avventura' mi mancherà soprattutto, così come il suo sorriso sarcastico e le sue imprevedibili sfuriate...”.

Qui sotto, un'immagine di Peracino da giovane.

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