I treni erano la sua grande passione fin da bambino: addio a Robertino, morto nel disastro ferroviario

Macchinista esperto e preparato

Roberto Madau aveva 61 anni: una vita da ferroviere

Roberto Madau aveva realizzato il suo sogno: diventare macchinista dei treni. Sardo di origine ma nato a Rueglio, abitava da sempre a Ivrea (anche se per un paio d'anni ha vissuto a Roma per lavoro), in via Papa Giovanni XXIII 6. E' lui il macchinista 61enne che ha perso la vita nel disastro ferroviario di Caluso della sera di mercoledì 23 maggio 2018.

Per i colleghi di lavoro era semplicemente Robertino, anche ora che iniziava a essere un po' avanti con l'età. Altri amici, invece, lo chiamavano scherzosamente Nano, per via dell'altezza. Fin dalle elementari, aveva raccontato ai suoi amici che la sua vita sarebbe stata guidare i treni. E così è stato, fino alla tragedia. Il destino lo ha messo al comando del regionale Torino-Ivrea che, in realtà, avrebbe dovuto essere guidato da un collega, che lui ha dovuto sostituire all'ultimo momento. Per i colleghi era un macchinista preparatissimo e, naturalmente, molto esperto, che viaggiava tra l'altro su una linea che conosceva perfettamente.

Tifoso della Juventus, era anche un collezionista di modellini di locomotori di treni. Da quando aveva perso i genitori viveva da solo e sognava il ritorno nella sua terra d'origine, la Sardegna, dopo la pensione. Lascia la sorella Maria Antonietta, che abita a Verolengo.

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