Sconfitto da un tumore: addio a uno dei miti delle bocce torinesi

Lo chiamavano Bugatti

Domenico Chiarle aveva 82 anni ed era un mito nel mondo boccistico torinese

E' morto a 82 anni, giovedì 27 luglio 2017, stroncato da un tumore, Domenico Chiarle, uno dei miti delle bocce torinesi. Nell'ambiente per tutti era semplicemente Bugatti.

Era nato a Cafasse, il suo paese, il 6 dicembre 1934. "Molti - racconta il figlio Duilio - ambivano a giocare insieme a lui, tutti temevano di trovarselo contro, qualcuno barava per tentare di batterlo. Le bocce sono state sempre la sua grande passione e la sua vita. Nel suo anno d'oro ha vinto 54 gare consecutivamente. Tentava sempre di non salire di categoria, per non dover cedere punti agli avversari e quando lo passavano in categoria B si arrabbiava. Dava il meglio di sè quando era sotto pressione".

Bugatti ha vinto sette pallini d'oro e un numero incalcolabile di premi minori, ma ha tenuto per sé soltanto qualche trofeo e poche coppe. "Preferiva lasciarli ai soci - racconta anche il figlio - dato che non sapeva dove metterli. Di tutto ciò che ha vinto, ha conservato soltanto le medaglie di nessun valore in quanto non di metallo prezioso ma che tuttavia definiva come le più importanti dato che erano quelle dei campionati. Le teneva appese in casa in casa in un medagliere imponente".

Da qualche anno si era ritirato dalla vita sportiva attiva. Come selezionatore era riuscito a condurre la squadra di Cafasse alla finale dei campionati nazionali in Sardegna. "Era davvero molto orgoglioso della targa che la comunità cafassese, con una cerimonia a sorpresa, gli ha consegnato per ringraziarlo".

Poi, la malattia. "L'ha affrontata - conclude il figlio - con lo stesso spirito che teneva nel campo da gioco".

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