Sparatoria a Giaveno, Alessandro Gino è morto

Dichiarato il decesso dopo le sei ore di osservazione dal coma irreversibile. Per Claudio ed Eric Romano e Manuel Morisciano il rischio di accusa di omicidio premeditato

Il luogo della sparatoria, in frazione Aquila di Giaveno

Alessandro Gino, 47enne di Villar Focchiardo ricoverato all'ospedale Cto dopo essere stato vittima di un agguato a colpi di pistola la sera di mercoledì 11 gennaio in frazione Aquila di Giaveno, è morto alle 20,30 di oggi, giovedì 18 gennaio. Da sei ore prima era in stato di encefalogramma piatto, ossia morte cerebrale.

In conseguenza di questo oggi l'accusa per Claudio Romano, 54 anni, imprenditore ed ex assessore di Giaveno, per il figlio Eric, 20 anni, che ha esploso materialmente il colpo di pistola, e per il cugino di quest'ultimo, Manuel Morisciano, anche lui di 20 anni, che aveva investito con la sua auto Pierluigi Ozzello, 51 anni, di San Giusto Canavese, l'accusa verrà automaticamente tramutata da concorso in tentato omicidio e concorso in omicidio volontario con l'aggravante della premeditazione, che potrebbe comportare pene fino all'ergastolo. I tre erano stati arrestati dai carabinieri e il provvedimento era stato convalidato dal gip Loretta Bianco su richiesta del pm Antonio Smeriglio, che coordina le indagini. 

L'episodio era avvenuto nel corso di una lite tra bikers la cui dinamica è ancora del tutto da ricostruire. Gino era stato raggiunto da un colpo di pistola alla tempia. Eric Romano ne avrebbe esplosi una decina, a suo dire per difendere il padre Claudio che era a terra aggredito dal gruppo del Hell's Angels, che hanno il proprio quartier generale proprio al ristorante albergo dell'Aquila. Il litigio sarebbe esploso perché i due giovani erano andati a fare sgommate con le loro auto proprio nel piazzale antistante l'esercizio. I tre arrestati erano scesi a casa, a Giaveno, ed erano ritornati. Eric aveva preso la pistola con cui ha sparato.

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