Colta da un malore in casa, mamma muore tre ore dopo: indagati sanitari dell'ambulanza e medico del pronto soccorso

Lascia il compagno e quattro figli

immagine di repertorio

Due operatori sanitari del 118 e un medico del pronto soccorso dell'ospedale Martini sono indagati con l'accusa di omicidio colposo per la morte di Laura Lorena Rapelli, 45 anni, residente in via Scarsellini lo scorso 4 gennaio 2019.

Secondo i familiari, assistiti dall'avvocato Francesco Maria Romeo, si tratta di una doppia mancanza: prima dei soccorritori arrivati sul posto e poi dei medici del presidio sanitario. La denuncia è stata presentata domenica 6 ai carabinieri.

Il pm Giovanni Caspani, titolare dell'inchiesta, ha disposto l'autopsia che è stata eseguita ieri, martedì 15, dal medico legale Monica D'Amato. All'esame hanno assistito anche i medici legali Saverio Caruso per la famiglia e Roberto Testi per gli indagati. A provocare il decesso sarebbe stata una tromboembolia polmonare: non diagnosticata in tempo utile per salvarla secondo i familiari della vittima.

Secondo la ricostruzione della denuncia, l'allarme è scattato alle 9, quando la figlia di 11 anni ha dato l'allarme, ma l'ambulanza è arrivata soltanto alle 9.40. C'è stato poi un lungo intervento per trasportarla in ospedale (anche per l'assenza della barella, decisiva visto che la donna abitava al quarto piano senza ascensore), dove è arrivata soltanto alle 10.15. Qui le è stato assegnato un codice verde, che avrebbe ulteriormente rallentato l'intervento salvavita dei sanitari. Fino al decesso, avvenuto alle 12.

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"Questa signora - sostiene l'avvocato Romeo - è sempre stata bene. Aveva avuto giusto un'influenza la settimana prima, ma nulla che lasciasse presagire un epilogo così tragico. Lascia quattro figli e il compagno che ora vogliono sapere che cosa sia successo. Dal nostro punto di vista, evitando i ritardi e compiendo le corrette manovre, si sarebbe potuto salvarla con tranquillità".

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