Medico di guardia nega la visita domiciliare: a processo per omissione d'atti d'ufficio

La paziente aveva un aneurisma

immagine di repertorio

Un medico di guardia di Ivrea, un'italiana di 34 anni, è a processo da metà maggio 2018 nel trbunale cittadino con l'accusa di omissione di atti d'ufficio per non essersi recata a casa di una donna a visitarla. Una Tac, effettuata quattro giorni dopo all'ospedale Giovanni Bosco di Torino (lo stesso giorno della telefonata era stata dimessa anche dall'ospedale di Ivrea), aveva poi svelato che aveva un'aneurisma e i medici erano riusciti a salvarle la vita.

I fatti risalgono al marzo 2016. La dottoressa è difesa dall'avvocato Alberto Bazzani, mentre la paziente è rappresentata come parte civile dall'avvocato Luca Fiore. L'accusa è sostenuta dal pm Chiara Molinari.

Secondo la versione della paziente, il medico si sarebbe rifiutata di recarsi a casa sua prescrivendole al telefono un medicinale che lei aveva già preso senza alcun effetto.

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