Riconosciuto il diritto di Marta, necessario l'intervento del ministro Profumo

Alla bambina non vedente è stato riconosciuto il proprio diritto di iscrizione a scuola riconosciuto. Il caso era stato sollevato nella giornata di ieri dai genitori di Marta. "Ora mia figlia sarà più tranquilla"

BORGONE SUSA - Alla fine Marta ha vinto la sua battaglia. Dopo una lunga giornata fatta di telefonate incrociate, tra famiglia, Ufficio scolastico regionale e ministero, la domanda di iscrizione della bambina non vedente alla scuola media è stata accettata. La situazione delicata si è sbloccata grazie all'intervento del ministro Francesco Profumo, il quale ha poi telefonato alla famiglia per il classico "in bocca al lupo".

Una situazione che si è risolta nel modo previsto dalla legge. Se così non fosse stato, Marta avrebbe dovuto frequentare una scuola "lontana da casa e questo - dice la mamma - non le avrebbe permesso di avere quel minimo di autonomia che la fa sentire meno a disagio". La bambina è nata con una patologia degenerativa della vista e l'associazione retinopatici e ipovedenti le ha messo a disposizione un operatore specializzato, che in casa la segue nei compiti e, soprattutto, nella 'riabilitazione visiva', come spiega Marco Bongi, il presidente dell'Apri Onlus. "I non vedenti - sottolinea la mamma di Marta -, con gli aiuti opportuni, se conoscono i percorsi e hanno attorno a loro un ambiente familiare, sono in grado di muoversi, di svolgere le attività più normali. A volte, in casa - aggiunge - quasi mi dimentico che mia figlia non vede".

L'istituto in questione è una scuola di montagna, di quelle che hanno dovuto lottare per non essere eliminate dai tagli e che perciò bambini e famiglie vivono come se fosse loro, con un legame affettivo particolare. Essendo punto di riferimento dell'intera valle, l'istituto non ha, al momento, disponibilità di posti se, come prevede una circolare, deve dare diritto di precedenza a coloro che già la frequentano. "Dovendo ricusare delle iscrizioni - si legge nella lettera inviata dalla preside alla famiglia - il criterio è stato ovviamente l'accettazione prioritaria degli allievi residenti che già frequentano la scuola primaria nel nostro istituto ed hanno effettuato nei plessi di competenza tutto l'iter scolastico".

La vicenda, prima di arrivare negli uffici ministeriali, è approdata all'Ufficio Scolastico Regionale. La funzionaria Paola D'Alessandro, che si è occupata del caso, aveva detto che accettando la domanda di iscrizione di Marta, qualcun altro doveva andare via, creando conflitto tra famiglie, e soprattutto, tra bambini. Una posizione duramente criticata dall'Apri e dal presidente Bongi, secondo il quale non è escluso che si possano ravvisare anche responsabilità di carattere penale.

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