I guardiaparco protestano contro la Regione: "No ai tagli del personale"

I lavoratori dei parchi piemontesi hanno manifestato davanti a Palazzo Lascaris, contro i tagli richiesti dall'assessore William Casoni. In pericolo contratti a termine, posizioni di responsabilità e Piemonte Parchi

Una cinquantina di persone, con stendardi ricoperti di mutande e magliette che riportavano necrologi del Parco dell'Orsiera, hanno manifestato, a partire dalle 14, davanti a Palazzo Lascaris. All'interno, una delegazione convocata dal presidente del consiglio regionale Valerio Cattaneo, discuteva del futuro dei dipendenti dei parchi piemontesi.

I tre sindacati Cgil, Cisl, e Uil hanno unito le forze per combattere i tagli proposti in una nota dall'assessore a commercio e fiere, parchi e aree protette William Casoni. In particolare l'assessore inviterebbe a coprire le spese per i dipendenti di ruolo con i soldi risparmiati dal taglio dei tempi parziali, eliminando i contratti a termine, comprese le sostituzioni di maternità. Ancora, si legge in un documento diffuso dai sindacati, si rischia la diminuzione dell'importo dei buoni pasto per il personale e la riduzione degli incarichi di responsabilità, oltre alla chiusura della rivista Piemonte Parchi, importante strumento di valorizzazione del territorio.

"Questa giunta sta facendo la politica del carciofo: ci sta sfogliando, uno strato alla volta – spiega Gianni Abbona, guardiaparco del Parco del Po - abbiamo stoppato la proposta di diminuire del 20% la quantità dei dipendenti. Ora vogliono trasformare le zone di salvaguardia in aree contigue, ovvero non vigilate. La legge finanziaria non prevede investimenti: siamo passati da 20 milioni e 700mila ad 8 milioni di euro."

I bilanci stentano a quadrare, ma la questione sarebbe da risolvere diversamente: "Siamo consci dei problemi finanziari – continua - e riteniamo che vadano trovate delle soluzioni. Che non siano, però, trasformare i parchi in luoghi da beauty farm e agriturismi. Abbiamo una trentennale esperienza nella ricerca scientifica, siamo parte dei beni dell'Unesco, facciamo attività didattica. Ci sembra che debba essere questo, il potenziale da sfruttare."

Un'affermazione condivisa dalla posizione ufficiale dei sindacati. In una dichiarazione congiunta di Luca Quagliotti (Fp Cgil), Roberto Loiacono (Fp Cisl) e Antonio Di Capua (Uil-Fpl), si legge: "Intervenire è prioritario per non sprecare una risorsa fondamentale per la nostra Regione. Ricordiamo infatti che alcune aree faunistiche gestiscono centri di ricerca sulla flora a livello mondiale e faunistico a livello nazionale, e che ogni anno migliaia di turisti frequentano i nostri Parchi garantendo un ritorno economico dei territori ospitanti".

Oltre all'appoggio dell'assessore all'agricoltura Mino Taricco, che ha presentato un'interrogazione urgente, i lavoratori dei parchi possono contare su diversi sindaci di comuni coinvolti e associazioni ambientaliste, che si sono uniti alla manifestazione.

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