Fiaccole e bandiere dopo la devastazione del canile Enpa, "Ultimatum: via i campi"

La situazione dei campi nomadi è tesa e non riguarda solo via Germagnano, ma tutta la città. Il canile dell'Enpa è stato visitato negli scorsi giorni anche dal leader della Lega Nord Matteo Salvini

Un centinaio di manifestanti, muniti di fiaccole e bandiere tricolore, ha sfilato ieri sera in via Germagnano dove, alcuni giorni fa il canile dell'Enpa era stato preso d'assalto da alcuni vandali che avevano praticamente distrutto l'intera struttura, obbligando il Comune a trovare sbrigativamente una sistemazione alternativa per gli animali che nel canile dimoravano. Da subito i sospetti si sono focalizzati sugli abitanti del vicino campo nomadi di via Germagnano: non è la prima volta, infatti, che il canile subisce attacchi di tale portata con conseguenze del valore di migliaia di euro.

Alla manifestazione, organizzata dal capogruppo di Fratelli d'Italia al Comune di Torino Maurizio Marrone, hanno partecipato anche alcuni residenti della zona che chiedono la chiusura immediata del campo nomadi di via Germagnano: in testa al corteo uno striscione che urla forte e chiaro: "Ultimatum: via i campi". I nervi sono tesi e cittadini sono stremati, hanno paura. Oltre agli atti di microcriminalità, si pone, inoltre, il problema lamentato ormai da moltissimi anni: quello dei fumi tossici che i residenti sono costretti a respirare quando nel vicino insediamento si brucia materiale come pneumatici o rifiuti.

La situazione del canile dell'Enpa è stata appurata negli scorsi giorni anche dal leader della Lega Nord Matteo Salvini che, in segreto, ha visitato la zona per rendersi conto di persona dei danni materiali che erano stati provocati dall'atto vandalico. Nessun giornalista al seguito, solo un paio di tweet sui social che hanno svelato il mistero quando il leghista aveva già lasciato via Germagnano.

La situazione è tesa e non riguarda solo la periferia nord di Torino, ma tutta la Città: l'analogo problema della convivenza forzata tra cittadini e nomadi è sentita anche a Mirafiori, dove gli abitanti dell'insediamento Tazzoli sono tenuti sotto stretto controllo delle forze dell'ordine ormai da anni. Controllo che, tuttavia, non basta a evitare il verificarsi di azioni vandaliche o atti di microcriminalità.

L'Enpa, tuttavia, smorza i toni: "Non ce l'abbiamo con i nomadi - spiega il presidente Marco Bravi - Siamo vittime di un'aggressione che ha devastato la nostra sede e chiediamo più sicurezza". Con questo spirito, infatti, i dipendenti dell'Enpa prenderanno parte a un piano organizzato dal Comune che prevede, tra le altre cose, anche il censimento e la sterilizzazione dei cani del campo nomadi Tazzoli. Quanto ai tre soldati dell'esercito che presidieranno il canile 24 ore su 24 il presidente dell'Enpa si dice titubante: "Non è sufficiente".

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