Migranti, l'appello di Don Ciotti: "Magliette rosse per l'accoglienza"

Migliaia di adesioni per l'iniziativa di sabato 7 luglio

Don Ciotti

“Una maglietta rossa per fermare l’emorragia di umanità”. L'appello arriva da Torino e in particolare da Don Ciotti: un invito, per sabato 7 luglio, a indossare un indumento di colore rosso per manifestare solidarietà ai migranti, a chi fugge dalla guerra e dalla miseria. Un appello che oltre ad arrivare da Libera e dal Geuppo Abele, presiedute da Don Ciotti, è sostenuto anche da Arci, Anpi e Legambiente.

Rosso come le magliette dei piccoli migranti 

Mentre in Europa si discutono i problemi dell'immigrazione e il nuovo governo italiano non sembra voler far marcia indietro sulle sue prese di posizione nei confronti dei profughi che ogni giorno rischiano la vita in mare, Don Ciotti chiede di fermare "questo cinismo dilagante alimentato dagli imprenditori della paura" e suggerisce, per un giorno, di indossare tutti una maglietta, un indumento rosso, "come quei bambini”.

Già perché il colore scelto non è casuale. Rosse infatti, sono le magliette che le mamme dei piccoli profughi fanno indossare ai propri figli durante le traversate, nella speranza che quel colore richiami l'attenzione dei soccorritori. 

Aderisce anche Rivalta 

E sono già migliaia le adesioni e le sottoscrizioni all'iniziativa, da tutta Italia. Anche la Città di Rivalta ha fatto sapere che aderirà e invita amministratori, consiglieri comunali, associazioni e tutti i cittadini a indossare sabato una maglietta rossa o a esporre drappi del medesimo colore. Inoltre a partecipare alle iniziative eventualmente promosse sul territorio dalle associazioni.

"Siamo preoccupati dalla mancanza di una visione politica responsabile e dall’ondata razzista che si va manifestando tra i cittadini - ha detto Nicola De Ruggiero, sindaco di Rivalta -. Non possiamo restare inermi rispetto a quanto sta accadendo nel mar Mediterraneo e per questo raccogliamo l'appello di don Ciotti e delle altre associazioni a manifestare, con un piccolo gesto, la nostra vicinanza agli ultimi della terra. Non possiamo più stare con le mani in tasca, occorre mobilitarsi i tanti". 

Secondo l’Organizzazione internazionale per le Migrazioni, nell’ultimo fine settimana di giugno, 218 persone hanno perso la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo, mentre a tavolino l'Europa cercava un accordo per l’accoglienza dei profughi su base volontaria.

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