Perché Madama Cristina è la regina di San Salvario?

Per i torinesi è nota soprattutto per "via Madama", ma Cristina di Borbone, principessa di Francia e duchessa di Savoia, può a buon diritto essere considerata la Regina di San Salvario, per almeno tre motivi

San Salvario è oggi il quartiere più noto di Torino, non solo tra i torinesi ma anche a livello nazionale e internazionale. Il merito, al di là delle bellezze architettoniche che non mancano di certo in questa zona, va ascritto soprattutto ai molti locali frequentati da moltissimi giovani amanti della vita notturna. I bar e i locali più frequentati di San Salvario, per la stragrande maggioranza, si trovano tutti nella zona compresa tra via Nizza e via Madama Cristina: la prima è una delle cinque vie più lunghe di Torino (di cui vi abbiamo parlato recentemente).

Via Madama Cristina (o solo via Madama, per i torinesi) è invece la strada intitolata a Cristina di Borbone: principessa di Francia, nacque a Parigi nel 1606. Ad appena 13 anni si sposò con Vittorio Amedeo I di Savoia, 19 anni più grande di lei, che morì nel 1637. Alla morte del duca, Cristina divenne la “Madama Reale” perché acquisì la reggenza del ducato prima in attesa della maggiore età del figlio Francesco Giacinto, e quando questi morì, fino alla maggiore età di Carlo Emanuele II. In questi anni, durante i quali elesse a dimora principale quello che per questo si chiama Palazzo Madama, resistette alle pressioni dei cognati e della Francia che volevano portarle via il ducato che spettava ai figli, e che pure amministrò per tutta la sua vita.

Non è affatto un caso che via Madama si trovi dov'è. Sono infatti almeno tre i motivi per cui Madama Cristina può essere considerata la Regina di San Salvario.

Castello del Valentino

Se Torino ha questo castello, è grazie a Madama Cristina. Che lo volle lì, appena fuori dalla città di allora, una residenza “di campagna” che Cristina, nata a Parigi, volle simile alle residenze francesi come la celeberrima Reggia di Versailles.

Feste e giovani

Vittorio Amedeo I era un uomo piuttosto riservato, amante delle passeggiate nei boschi e delle solitudini. Non così la giovane Cristina, che amava parecchio le feste e il divertimento (il conte Filippo d'Agliè fu un suo storico amante). Dopo lunghi anni trascorsi a difendere i suoi giovani figli, tuttavia, negli ultimi anni della sua vita Cristina divenne molto religiosa, tanto che fu seppellita con gli abiti delle carmelitane scalze.

La chiesa e il quartiere

In seguito a questa nuova religiosità, Madama Cristina aiutò molto le comunità ecclesiastiche. Contribuì finanziariamente all'ampliamento della chiesa dei cappuccini a Madonna di Campagna, ma soprattutto fece erigere una chiesa vicina alla residenza del Valentino: la chiesa di “San Salvatore di Campagna”, in piemontese San Salvari, da cui il nome stesso del quartiere.

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