Denuncia la scomparsa di ex moglie e figlio: "Sono scappati a Chernobyl"

L'uomo doveva incontrarli per trascorrere alcune ore con il figlio. L'ex moglie, ucraina, non si è presentata all'appuntamento e non è reperibile al cellulare: "E' scappata con mio figlio", ha denunciato ai carabinieri

Ha denunciato ai Carabinieri la scomparsa della ex moglie, una donna ucraina, e del figlio di tre anni. L.Z., 35 anni, eporediese, ha espresso ai Carabinieri la convinzione che la donna sia andata via portando con sé il bambino. L'uomo aveva un appuntamento con la ex moglie domenica 13 maggio, nei pressi della Stazione ferroviaria di Chivasso, ma ha atteso invano.

L'accordo tra i due prevedeva che avrebbe preso suo figlio per trascorrere con lui alcune ore. La donna però non si è fatta vedere, né ha risposto alle telefonate, sempre più ansiose. L'uomo e la ex moglie si sono separati per decisione di quest'ultima. I rapporti fra i due si erano progressivamente deteriorati a causa - sostiene lui - della presenza di una suocera invadente e condizionante; la donna aveva presentato denuncia di maltrattamenti con richiesta di ordine di protezione (rigettata dal Tribunale di Ivrea, che tra l'altro, in quella occasione sottolinea che L.Z. "si è sempre dimostrato un padre accudente e protettivo, amorevole nei confronti del figlio").

Tra le preoccupazioni dell'uomo, vi è anche per il fatto che la ex moglie è nata nei pressi di Chernobyl, dove ha ancora il padre e alcuni parenti. E' probabile - sostiene - che sia tornata lì, dove i rilevatori segnalano tuttora tassi elevati di radioattività. "La sottrazione internazionale dei minori - osserva Maurizio Quilici, presidente dell'ISP (Istituto di studi sulla paternità) che sta seguendo il caso - sta diventando una piaga sociale, inevitabile conseguenza dell'aumento dei matrimoni misti. Nonostante il Ministero di Grazia e Giustizia e quello degli Esteri abbiano un proprio ufficio per questa materia e si adoperino per la soluzione di molti casi, si tratta sempre di procedure complesse e difficili, regolamentate da convenzioni che molti Paesi non hanno ratificato. Da più parti, inoltre, si auspica che il reato sia rubricato non come sottrazione di minore ma - conclude Quilici - come sequestro di persona, punito ben più severamente".

(fonte ANSA)

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