Valsusa, respinta l'iscrizione scuola di una bambina non vedente

L'iscrizione di una bambina alla prima media è stata respinta perché non c'è posto, peccato che la bambina sia non vedente e che per legge "nessuna scuola può rifiutare, neppure per motivi tecnico-logistici, l'iscrizione di un alunno disabile"

BORGONE SUSA - In un comune della Valsusa è successo un fatto che farà molto discutere. L'iscrizione di una bambina alla classe prima di una scuola media statale è stata respinta perché ci sarebbero già troppi alunni. La bambina in questione però è non vedente e la legge la tutela dicendo che "nessuna scuola può rifiutare, neppure per motivi tecnico-logistici, l'iscrizione di un alunno disabile".

Il concetto espresso dalla legge italiana è stato ribadito dall'Apri (Associazione Piemontese Retinopatici e Ipovedenti) che si è interessato al caso raccogliendo la protesta dei genitori della bambina. "E' una situazione gravissima - tuona il presidente dell'Apri Marco Bongi -. La legge parla molto chiaro in proposito. Non escludo  - conclude - che si possano ravvisare anche responsabilità di carattere penale".

Chi ci rimette in tutto questo è proprio la bambina. La famiglia si dice stanca di essere palleggiata da un plesso all'altro. "Mia figlia - commenta la mamma -, già sfortunata per la sua malattia, avrebbe bisogno di tranquillità e stabilità. Invece abbiamo trovato solo problemi e poca considerazione".

La domanda respinta perché "il numero delle iscrizioni supera la capacità recettiva dell'aula", come cita la lettera che la scuola ha inviato ai genitori, è diventato un caso e ha già fatto il giro nei palazzi delle istituzioni. La consigliera regionale di FdI, Augusta Montaruli, ha espresso solidarietà e ha aggiunto "ci uniamo all'appello lanciato dall'Apri che ha raccolto la protesta dei genitori della bambina non vedente. E anche la Regione Piemonte intervenga al più presto in favore della sua famiglia, facendo sì che la legga venga rispettata". La consigliera ha già annunciato che scriverà al riguardo al ministro della Pubblica Istruzione affinché affronti questa incresciosa situazione.

Intanto la Direzione Scolastica Regionale si è presa in carico l'esame della vicenda. "Ci sono tanti diritti, legittimi, da tutelare - riassume Paola D'Alessandro che ha già chiesto relazione alla preside dell'istituto che ha rigettato la domanda d'iscrizione - ma certamente quelli dei disabili richiedono ancora maggior attenzione". I diritti - spiegano dal "provveditorato" - sono quelli degli altri bambini e non si esclude che proprio in quella scuola possa crearsi una situazione per cui ammettere la bimba non vedente voglia dire mandare via un altro. "Stiamo parlando di una zona di montagna - ricorda D'Alessandro - e proprio quell'istituto è diventato il punto di riferimento di paesini e borgate della valle. La famiglia si è rivolta a noi nei giorni scorsi e ci ha ringraziato dell'attenzione e della disponibilità che abbiamo subito dimostrato. Ma sono situazioni da gestire con cautela, da parte di tutti. Dai dati a disposizione, in attesa di una relazione dettagliata, forse non é neppure possibile ricavare un'altra classe. Dobbiamo verificare gli spazi". L'Ufficio Scolastico regionale contatterà anche il Comune di riferimento per vedere in che modo poter aiutare la famiglia.

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