Finge di essere stato investito e raggira gli automobilisti: arrestato truffatore professionista

17 colpi messi a segno

Immagine di repertorio

Spedito in carcere il truffatore seriale e incallito che agiva studiando minuziosamente tutti i particolari: dall’abbigliamento utilizzato alla scelta delle vittime che spesso erano donne. Prediligeva orari serali e preserali in modo da rendere meno evidente l’inganno e preferiva vie strette situate nel centro cittadino o i controviali dei corsi, dove le automobili transitano a velocità ridotta e risultano più facili da abbordare.  

Al truffatore 53enne, residente a Torino nel quartiere Madonna di Campagna, gli investigatori del Commissariato San Secondo hanno attribuito ben 17 colpi, commessi nel periodo che va dal 30 maggio 2017 al 4 marzo 2018, durante il quale risultava sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale. 

La tecnica utilizzata era ogni volta identica

L’uomo prendeva di mira utenti della strada da soli in auto, che procedevano a velocità non sostenute; prediligeva le donne, ma anche, a volte, uomini anziani. Dopo aver colpito la vettura in transito con un oggetto, in modo tale da provocare un rumore sordo, fermava il conducente asserendo di essere stato investito mentre attraversava la strada. Per rendere il tutto più credibile, l’uomo vestiva sempre con un abito elegante, con i pantaloni lacerati all’altezza del ginocchio; qualche macchia di sangue aveva lo scopo di rendere il tutto più verosimile e di impressionare l’ignaro malcapitato.

Fingendosi ferito, quindi, saliva sull’auto delle vittime chiedendo un trasporto di cortesia fino a casa poiché bisognoso di cure; il tempo occorrente per compiere il tragitto si rivelava il momento perfetto per chiedere una somma di denaro a titolo di risarcimento del danno subito (in genere da un minimo di 80 euro a somme anche di 150 euro).

Quelle volte in cui le vittime non avevano il denaro contante con sé, pervicacemente il truffatore le accompagnava fino ad uno sportello bancomat per consentire loro il prelievo, mentre nelle rare occasioni in cui qualcuno si rifiutava di dargli del denaro, sospettando il raggiro, l’uomo non esitava ad assumere un comportamento molto aggressivo, con la minaccia di fargliela pagare.      
  

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