Dedicato un giardino a Wiesenthal, il “cacciatore di nazisti”

Intitolato questa mattina in Largo Orbassano un giardino a Simon Wiesenthal, il "cacciatore di nazisti". La figlia di Wiesenthal manda i suoi ringraziamenti

L’area verde di largo Orbassano, da oggi, ha cambiato nome: la toponomastica cittadina si arricchisce infatti di un giardino dedicato a Simon Wiesenthal, il “cacciatore di nazisti”. Nato a Buczacz nel 1908, oggi in Ucraina, ma allora nell’Impero Austro-Ungarico, Wiesenthal poiché ebreo venne deportato nei campi di concentramento tedeschi, venendo liberato il 5 maggio 1945, quando gli alleati entrarono a Mauthausen, dove era rinchiuso.

Wiesenthal, come ha ricordato oggi il presidente del consiglio comunale Giovanni Maria Ferraris, visse con il desiderio morale di poter fare qualcosa per non far dimenticare questa tragedia: “Mi chiedo – sono le parole di Wiesenthal – cosa posso fare per coloro che non sono sopravvissuti. Voglio essere il loro portavoce”.

Così, nel 1947, egli fondò il Centro Ebraico di Documentazione Storica, facendosi portavoce di coloro che erano morti e cercando i criminali di guerra nazisti fuggiti in angoli remoti sotto falso nome: come Adolf Eichmann, che nel 1960 venne arrestato e condannato a morte in Israele.

Alla cerimonia di oggi, il consigliere delegato di Savigliano Carmine Bonino ha letto una epistola della figlia Paulika Wiesenthal, che ha ringraziato il Comune e la cittadinanza di Torino: “Questo – ha spiegato Paulinka – è il primo giardino intitolato a mio padre”. Alla cerimonia ha partecipato anche Beppe Segre, presidente della comunità ebraica di Torino: “L’attività di Wiesenthal – ha dichiarato – dimostra che per i criminali non c’è prescrizione, per i crimini non c’è l’oblio”.

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