Edoardo Mecca, il “Tamarro di Torino” si svela a TorinoToday

Diventato famoso grazie ai video pubblicati su Facebook e visti da centinaia di migliaia di persone, Edoardo Mecca lancia sempre qualche messaggio attraverso i suoi contenuti. Ma chi è questo ragazzo di 27 anni? Lo abbiamo incontrato

Il suo sogno è stato fin da bambino quello di fare l’attore, un mestiere non proprio facile da far diventare realtà, ma con lo studio, la tanta dedizione e quel pizzico di follia mista a genialità, sta riuscendo pian piano a realizzarlo. Lui è Edoardo Mecca, un ventisettenne residente a Venaria che negli ultimi anni ha visto la sua vita cambiare completamente grazie a Facebook e ai tanti video pubblicati e visti da centinaia di migliaia di persone. Lo abbiamo incontrato per conoscerlo meglio visto che ormai è un fenomeno del web grazie anche alle sue imitazioni e ai personaggi inventati come il noto “Tamarro di Torino”.

Ventisette anni compiuti, di cui sette passati a studiare recitazione e altrettanti canto. Si capisce subito che Edoardo Mecca non è uno che improvvisa e non è lì per puro caso. Lui la recitazione la conosce bene e, nonostante si tratti di fare video da condividere sui social network, la professionalità è la stessa che ci metterebbe se dovesse recitare sul grande schermo. E proprio dal cinema arrivano i maestri a cui si è ispirato quando ha iniziato. Non si è rifatto a youtubers più o meno famosi o ad attori hollywoodiani, ma ai maestri del cinema italiano degli anni ’60, ’70 e ’80 e agli ever green Alberto Sordi e Carlo Verdone. “Quando ho iniziato a recitare facevo parti drammatiche - ci racconta -. Poi mi è stato suggerito di provare a passare al comico e ci ho provato. Far ridere la gente è tanto bello quanto difficile”.556481_339521946127011_46440407_n-2

La comicità però per lui è sempre stata legata ai temi trattati, i quali hanno sempre avuto un messaggio serio all’interno, una sorta di morale. E’ stato così sin dai suoi esordi sul web, quando pesava una trentina di chilogrammi in più e parlava già di bullismo, maltrattamento degli animali e delle donne nei suoi sketch comici ma allo stesso tempo seri. “Il video che ricordo con più piacere è quello che avevo fatto contro l’abbandono dei cani. Era stato molto divertente e apprezzato per il messaggio mandato, oltre che per il modo in cui lo si era lanciato”.

Oggi Edoardo Mecca ha una pagina Facebook con oltre 180 mila likes e produce in media 3/4 video a settimana. E’ un attore 2.0 perché per il momento (e lui spera lo resti per sempre) questa è la sua attività principale e grazie alle serate in cui viene chiamato per presentare o per fare da ospite, riesce a dedicare tutto il suo tempo per pensare a nuove scene e metterle in pratica. “Può non sembrare, ma fare tutti questi video porta via tanto tempo. Mentalmente mi impegna la giornata 24 ore al dì, fisicamente un po’ meno, ma diciamo che lo faccio sempre volentieri e quindi non mi pesa per nulla”. Le soddisfazioni ovviamente non mancano. Edoardo spesso viene fermato per strada da ragazzi che chiedono l’autografo o un selfie, cosa che lo stranisce ancora, ma a cui non si nega mai. “Io sono un ragazzo come tanti e sto seguendo la mia passione, ho avuto la fortuna che i miei contenuti siano piaciuti da subito e pian piano il tutto è cresciuto, ma sono sempre l’Edoardo di prima”.

Sicuramente la fortuna serve, ma forse la differenza maggiore tra chi fa successo sul web e chi ci prova solamente è data dai contenuti pubblicati. “Bisogna sviluppare la creatività facendo i video - ci dice -, ma bisogna farlo con intelligenza o per lanciare dei messaggi”. E i suoi esordi hanno seguito questa trama: partito con la Ferrafilm ha prodotto i primi video su Youtube, per poi passare alle parodie delle pubblicità, alle imitazioni degli africani e di diversi attori e politici italiani (il suo esordio su Facebook imitando Massimo Boldi e Beppe Grillo), una miniserie sui preti, il tgCongo24 e infine la sua creazione più riuscita, il “Tamarro di Torino”. Ha affrontato tanti temi con un’ironia che ha sempre lasciato qualcosa di buono allo spettatore.

“Il Tamarro di Torino è stato un gran lavorone svolto con la The Bubble di Grugliasco. Non abbiamo mai recitato con dei copioni, io dicevo quale scena avevo in mente e poi si girava. In realtà non sono mi stato tamarro, ma da quando si è piccoli si vedono tante scene “tamarre” in giro per Venaria e Torino e quindi le ho solamente riprodotte mettendoci del mio. La cosa bella è che tante persone che abitano in altre regioni su Facebook mi scrivono che hanno conosciuto alcuni torinesi ed effettivamente parlano e sono molto simili al mio personaggio. Parlo dei veri tamarri ovviamente”. Per la buona riuscita del “Tamarro di Torino” è stato fondamentale il lavoro con gli altri attori. “In realtà io sono l’unico attore, gli altri sono amici che si sono prestati in tutto questo tempo. Valeria (Chanel, la fidanzata del Tamarro, ndr) è stata davvero bravissima e credo che se la web serie ha funzionato è anche grazie a lei”. Purtroppo per tutti i fans è arrivata la brutta notizia: la serie si è conclusa.11083679_832043376874863_4630238526127965989_n-2

Sotto il nubifragio non proprio estivo prosegue la nostra intervista ed Edoardo Mecca ci racconta del legame che ha con la sua famiglia. Mamma, papà e fratello maggiore sono i suoi primi fans e non si perdono nemmeno un suo video: “Quando a mia mamma le chiedono che lavoro faccio risponde ‘il pirla’, ma lo dice con fierezza e questo fa la differenza. Io invece mi definisco attore e non artista come qualcuno mi chiama, al limite sono un impiegato dell’arte, i veri artisti sono ben altri”. Una seconda famiglia è composta dalle altre “stelle” del web, con le quali ha un ottimo rapporto: “Sono diventato molto amico di Favij (lo youtubers con più iscritti in Italia ed è di Mappano), con i The Show, con Il Pancio, con Federico Clapis, con Fabio Rovazzi e con tanti altri. Tra noi c’è la giusta competizione, ma non ci si odia l’un l’altro, anzi”.

Se tutto questo finisse un giorno? “Se finisse? Deve ancora cominciare - ci risponde sorridendo -. In realtà bisogna sempre mettere in conto che qualsiasi cosa che inizi possa avere una fine. L’importante è non avere rimpianti e provare a fare tutto quel che è possibile fare. Poi quel che succede succede. Intanto ho già altri progetti, come due spettacoli teatrali a ottobre, e tanti personaggi nuovi in mente”. E la tv ti ha chiamato? “La televisione… non dico nulla per scaramanzia”. Prima di salutarci ci tiene a nominare e ringraziare i ragazzi della “Magari Too” con cui ha girato gli ultimi video (Cristofer Stuppiello, Alessandro Giudici) e l’amico Simone Cutri. “E’ anche grazie a loro se oggi qualcuno conosce Edoardo Mecca, a volte la loro professionalità è fin troppo alta per il web, sono dei lavoratori incredibili”. L’ultimo saluto ce lo fa a modo suo: “Troppa roba questa intervista ‘co due”.

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