Insulta i poliziotti su Facebook: "Peccato che il criminale non li abbia abbattuti tutti"

La stanno identificando

immagine di repertorio

Come sempre è diffuso il fenomeno dei leoni da tastiera, che scrivono quel che passa loro per la mente senza curarsi delle conseguenze che le loro affermazioni possono portare. L'ultimo caso, però, rischia di avere uno strascico legale. Sul profilo Facebook di Repubblica Torino, una di loro ha commentato in questo modo la notizia dell'inseguimento che ha provocato il ferimento di sei agenti di polizia (pubblicata ieri, giovedì 16 gennaio 2020, anche dal nostro giornale): “…li doveva abbattere tutti (riferito agli agenti, ndr) come fa una palla da bowling contro i suoi birilli. Ci hanno messo una vita perché sono una razza di idioti esaltati dalla divisa e la pistola. Gli avranno dato un sacco di botte perché lo sappiamo che fanno cosi! E il motivo sai qual è? Non che ha danneggiato la città, i mezzi pubblici eccetera... nossignori! Prenderà botte perché ha danneggiato il loro orgoglio! Perché si sentono dio in terra sti quattro cazzari... e quando ti servono veramente si rivelano completamente inutili”.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

La questura ha deciso di prendere provvedimenti contro l'autrice del post e ha attivato la postale per le procedure di identificazione e di valutazione dell'eventuale profilo penale. "Queste dichiarazioni - scrivono dagli uffici di via Grattoni - risultano decontestualizzate rispetto alla vicenda, non hanno nulla a che vedere con il diritto di critica e potrebbero costituire reato. Negli ultimi anni i social network sono diventati parte integrante della vita di ciascuno di noi ed il loro utilizzo è del tutto naturale. Troppo spesso, però, uno strumento prezioso come la rete viene impropriamente utilizzato per esprimere aggressività e diffondere la cultura dell’odio. È importante condannare tali condotte e ricordare che ogni comportamento sul web può essere tracciato e ricostruito dalla polizia postale e delle comunicazioni. I cittadini che si ritengono lesi nella propria immagine o reputazione da dichiarazioni offensive possono senz’altro sporgere denuncia alle forze di polizia".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Ambulante positivo al coronavirus va al mercato a vendere frutta e verdura: denunciato

  • Clienti in coda davanti alla gelateria, scatta la multa. "Ma non posso fare il vigile"

  • Uccide una donna a colpi di pistola nel piazzale del supermercato, poi si costituisce

  • Torino e provincia, le attività commerciali che fanno consegne a domicilio

  • Coronavirus, paziente in condizioni disperate salvato con l'ossigeno-ozono terapia

  • La prima movida dopo il lockdown: mascherine abbassate e distanze di sicurezza dimenticate

Torna su
TorinoToday è in caricamento