Incidente a bordo del traghetto, muore dopo un calvario di tre mesi: i familiari denunciano la compagnia

Respinta richiesta di risarcimento

immagine di repertorio

Una 80enne di Valperga, Innocenza Cappadonna, è morta il 4 settembre 2018 all'ospedale Molinette di Torino per choc settico. In questi giorni, a febbraio 2019, i suoi familiari hanno presentato un esposto contro la compagnia nautica. L'anziana, che era anche disabile, si era infatti ferita a bordo di un traghetto per la Sicilia il 30 maggio 2018 e da allora non si era più ripresa.

L'incidente in carrozzina

La signora Cappadonna si trovava sull'imbarcazione insieme alla figlia Carola Aiello e al genero Salvatore Mignolo, anche loro di Valperga. L'anziana era originaria dell'isola e aveva chiesto di visitare le terre natie. Così, la famiglia si era imbarcata con un camper a Genova, con destinazione Palermo. Non essendo in grado di camminare da sola, l'80enne si spostava sulla carrozzina messa a disposizione dalla compagnia.

Poco prima dello sbarco in Sicilia, però, l'incidente. La carrozzina, spinta dal personale della compagnia, aveva urtato la scaletta del camper e la donna aveva riportato una profonda ferita a una gamba. Il medico di bordo, un chirurgo in pensione, aveva suturato la ferita a bordo della nave prescrivendole antibiotici per una settimana.

Il calvario in vacanza

Nei due mesi successivi, in giro con il camper, per l'anziana fu un vero calvario. La ferita non guariva e le faceva male. Il 14 agosto 2019 fu colpita da un collasso e fu portata all'ospedale di Caltagirone. Poi fu trasferita all'ospedale di Vittoria, in provincia di Ragusa, dove le fu diagnosticata un'ulcera molto grave. A quel punto i medici consigliarono ai parenti di trasferirla in un presidio ospedaliero più attrezzato.

Il volo a Torino e la morte

La signora Cappadonna fu trasferita dai parenti, con un volo attrezzato che fu pagato 11mila euro, all'ospedale Molinette di Torino. Tuttavia, le sue condizioni erano ormai troppo gravi. Dopo pochi giorni di ricovero la donna spirò in ospedale.

Il risarcimento respinto

I parenti della donna hanno richiesto un risarcimento alla compagnia, che ha però respinto l'istanza. Assistiti dall'avvocato Giampiero Bonino, hanno deciso così di presentare una querela alla procura di Ivrea, che sta valutando l'apertura di un fascicolo per omicidio colposo per accertare la responsabilità della compagnia.

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