Investita al nono mese di gravidanza: pirata preso, ma le indagini vanno avanti

Non ha avuto il coraggio di costituirsi

La scena dell'incidente del 23 maggio scorso a Orbassano

Senza patente, su un'auto aziendale della società di un suo familiare (che commercia veicoli), disperato per quanto ha fatto ma senza il coraggio necessario per rivolgersi alle forze dell'ordine, poiché temeva le conseguenze che avrebbe potuto subire. È il ritratto del 27enne italo-marocchino arrestato ieri, giovedì 30 maggio 2019, per avere investito, una settimana prima a Orbassano, una ragazza di 19 anni al nono mese di gravidanza, provocando lesioni gravissime alla sua bambina fatta nascere lo stesso giorno.

Le indagini, comunque, non sono concluse. Si sta cercando di capire in quali circostanze l'uomo si sia impossessato del veicolo e, in seconda battuta, chi abbia cercato di coprire il ragazzo dopo l'incidente.

La vettura, almeno, è risultata coperta da assicurazione.

Polizia locale: collaborazione e risultati tra mille difficoltà

L'arresto è stato reso possibile dalla stretta collaborazione tra i comandi di polizia locale della zona. Ad aiutare quella di Orbassano, che ha condotto le indagini, sono stati i colleghi di Volvera, che sono riusciti a individuare, in un filmato, il numero di targa della Fiat Stilo nera investitrice, che è stata poi rintracciata in un box a Piossasco. 

"Dopo avere avuto la comunicazione del numero di targa lunedì - spiega Alessandro Del Percio, comandante orbassanese - c'è poi stata la difficoltà di abbinarlo al conducente perché il veicolo era di una ditta di Torino. Una volta convocato il presunto responsabile, questo è crollato dopo pochi minuti di interrogatorio".

Del Percio spiega anche che l'indagine è avvenuta tra mille difficoltà. "A oggi - argomenta - non esiste una legge che ci dia l'accesso a banche dati che sono fondamentali, come la banca dati interforze. Dobbiamo sempre chiedere supporto alle forze di polizia nazionali. Questa è anche l'occasione giusta per dire che servirebbero investimenti sulla videosorveglianza. Inoltre l'amministrazione ha dovuto pagare un costo per fare le indagini, che ricade sulle tasche di tutti i cittadini, e questo è scandaloso. Speriamo che questa triste vicenda sia d'aiuto per migliorare le cose. I cittadini ci hanno dato una grande mano con le loro segnalazioni".

Alessandro Scherillo, comandante volverese, condivide questa impostazione: "Ci sono negligenze del legislatore. La polizia locale paga le visure, paga il canone sulle trasmittenti, paga le tasse automobilistiche e le procedure. Speriamo che qualcosa possa cambiare".

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